Libri di Testa
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La clinica delle immagini. Sogno e psicopatologia Testa Ferdinando - Moretti & Vitali, 2019 - Il Tridente. Saggi
"Questo volume, nasce dal desiderio di avvicinare e conoscere il mondo della Psiche, dall'incontro con la sofferenza dei pazienti e dal non senso che ogni disagio psicologico comporta, ma anche dai germogli di vita nati e cresciuti durante gli incontri e i dialoghi con chi soffre, consapevole che ogni sofferenza racchiude una perla di arricchimento...". Il libro si snoda, come un gomitolo di lana, intorno all'idea junghiana che la Psiche sia densa di immagini; si arricchisce del pensiero di Hillman e di autori come Bachelard, Eliade, Durand che contribuiscono a dare un respiro alla funzione dell'immaginazione, recuperando la sua valenza filosofica, religiosa, antropologica. Tutto ciò come in una sorta di Mandala, il cui centro, rappresentato dal pensiero di Jung, dal suo lavoro clinico, dalle sue esperienze e dai suoi studi, è affiancato dalla conoscenza d'altri autori, tra cui Yoram Kaufmann, López-Pedraza e Nathan Schwartz-Salant e da diversi autori junghiani che si sono occupati dell'applicabilità della psicoterapia junghiana. Il dialogo tra le diverse componenti del pensiero junghiano (archetipica, evolutiva e relazionale), trova nel sogno il luogo di sintesi dove fenomenicamente è possibile rintracciare l'unità del pensiero junghiano nelle sue diverse molteplicità. Il sogno diventa luogo della relazione intrapsichica del paziente col mondo delle sue parti, termometro della relazione transferale e controtransferale e spazio d'apertura alla dimensione archetipica.
Zani mercenario della piazza europea. Giornate internazionali di studio (Bergamo, 27-28 settembre 2002) Testaverde A. M. (Cur.) - Moretti & Vitali, 2003
Una persistente posizione storiografica indica le origini dello Zani nella satira cinquecentesca mossa nei confronti di quei montanari bergamaschi costretti ad emigrare in cerca di lavoro. Ragioni economico-sociali avrebbero portato alla "formazione della maschera dello Zanni", esito di una forma di scherno e di satira operata dai cittadini contro gli emigranti. Entrato a fare parte della storia della Commedia dell'Arte, lo Zane cinquecentesco portava pertanto in scena uno stereotipo comico che aveva acquisito le caratteristiche dei valligiani costretti a inurbarsi. Diversamente la storia degli Zani risale ben oltre questi limiti geografici, dal momento che il termine designava genericamente l'intera categoria di attori professionisti della Commedia.