Libri di Testa
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L'anticristo. Testo greco e latino a fronte. Vol. 1: Il nemico dei tempi finali. Testi dal II al IV secolo Potestà G. L. (Cur.) Rizzi M. (Cur.) - Mondadori, 2005 - Scrittori Greci E Latini
La Fondazione Valla affronta in tre volumi il più grande mito dell'Occidente antico e medievale: l'Anticristo, che per quasi tredici secoli ha dominato i pensieri, le immaginazioni, le visioni e i deliri della gente cristiana. Esso affonda le sue radici nell'esegesi e nell'apocalittica ebraica. Da principio, l'anticristo è soltanto colui "che non crede in Cristo". Ma presto questa interpretazione viene sconvolta. Mentre si diffondono le eresie di tipo gnostico, l'Anticristo diventa la tremenda figura che, alla fine dei tempi, si opporrà a Cristo: il Nemico, l'Avversario dei tempi ultimi. L'immaginazione cristiana esplode. Ireneo, Ippolito, Tertulliano raccolgono gli elementi visionari dell'Antico e del Nuovo Testamento attorno alla figura dell'Anticristo, la quale si sposta e si capovolge, cambia di continuo aspetto e significato. Si avvicina la fine dei tempi. Ma quando? E quando l'Anticristo verrà sconfitto? E quando Cristo, il lungamente atteso, giungerà sulla terra? Sono domande drammaticissime, che ci fanno leggere questi testi con ansia, angoscia e quasi disperazione, come se parlassero dei nostri tempi e di noi. Prima dell'arrivo del regno di Dio, sulla terra si diffondono la desolazione, la devastazione e la distruzione: l'ultimo emblema del male siede nel tempio di Gerusalemme. E persino il giorno del Giudizio, che per ogni cristiano è soprattutto un'irradiazione di luce, diventa in qualcuno di questi testi, una esplosione di tenebre.
L'anticristo. Testo latino a fronte. Vol. 3: La scienza della fine. Testi dal XIII al XV secolo Potestà G. L. (Cur.) Rizzi M. (Cur.) - Mondadori, 2019 - Scrittori Greci E Latini
È il Nemico supremo, che minaccia il cosmo, la cristianità, il Signore stesso. Preannunciato nelle Lettere di Giovanni e incastonato nella Trinità del Male dell'Apocalisse, è «inventato» da Ireneo, Ippolito, Tertulliano e Origene. Poi, dilaga nell'immaginazione del Medioevo. Questo terzo e ultimo volume completa la serie dedicata a quella che è forse la leggenda più grande dell'Occidente medievale: il Figlio della perdizione, colui che precede la seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi. I secoli dal XIII al XV vogliono fare «scienza» del suo avvento. Pietro d'Ailly, per esempio, predica la concordanza quasi perfetta di astronomia e storia, elaborando un calcolo complesso per collocare la venuta dell'Anticristo attorno all'anno 1789 - quello della Rivoluzione francese - e sostenere che «a quei tempi secondo gli astronomi ci sarà un cambiamento di religione, e secondo loro dopo Maometto ci sarà qualcuno potente che stabilirà una legislazione vergognosa e fondata sulla magia, perciò si può credere con verosimile probabilità che dopo la religione di Maometto non ne arriverà nessun'altra, se non la legge dell'Anticristo». Chi è, infatti, l'Anticristo per gli studiosi del tardo Medioevo? È un eretico, un giudeo, un musulmano? O, addirittura, il papa di Roma, come suggeriscono tra gli altri Pietro di Giovanni Olivi e Ubertino da Casale, nonché l'inglese John Wyclif? Per scoprirlo, il Medioevo mette in campo tutta la sua scienza. Da un lato, decide che l'Anticristo è già nato. Dall'altro, cerca di costruirne la biografia, e impiega l'esegesi biblica (cioè la «scienza» della Bibbia) e la «scienza» astrologica per discuterne l'avvento. Così, Bernardino da Siena inscena, a partire dalla bolla «Exiit qui seminat» di Niccolò III, e dall'Apocalisse, un grandioso «concilio dei diavoli convocato da Lucifero in persona», in cui Ammone, il Diavolo dello sterminio, Belzebù e Asmodeo gli riferiscono «su quanto stanno mettendo in opera per preparare la venuta dell'Anticristo». Asmodeo viene poi incaricato di recarsi in paradiso a chiedere giustizia. Mentre Ruggero Bacone raccomanda l'uso della matematica per determinare il quando, il dove e il come l'Anticristo sorgerà. Abbiamo dunque sotto gli occhi un libro affascinante, che presenta gli incubi del Medioevo con chiarezza esemplare.
L'anticristo. Vol. 2: Il figlio della perdizione. Testi dal IV al XII secolo Potestà G. L. (Cur.) Rizzi M. (Cur.) - Mondadori, 2012 - Scrittori Greci E Latini
"Prima dovrà avvenire l'apostasia", proclama la Seconda lettera ai Tessalonicesi , "e dovrà essere rivelato l'Uomo del peccato, il Figlio della perdizione, colui che avversa e si innalza al di sopra di tutto ciò che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedersi nel tempio di Dio, presentando sé stesso come Dio." È l'oscura profezia di quanto dovrà accadere alla fine dei tempi prima della seconda venuta e della vittoria del Cristo: l'apparizione dell'Anticristo, il Nemico supremo che minaccia il cosmo, la cristianità, il Signore stesso. Preannunciato nelleLettere di Giovanni e incastonato nella Trinità del Male nell'Apocalisse, l'Anticristo viene "inventato" negli scritti di Ireneo, Tertulliano, Ippolito e Origene nei primi tre secoli dell'era volgare. Presto, diventa un'immagine ossessiva, cangiante, terribile. Che percorre tutti i testi: apocalissi, trattati, commenti, lettere, prediche, persino poemi. Come ilMuspilli germanico, che attorno all'anno 800 descrive in potenti versi allitterativi la fine del mondo e vede Elia combattere contro l'Anticristo un duello eroico nel quale resta ferito: "L'Anticristo sta dalla parte dell'antico nemico, / sta dalla parte di Satana, che lo porterà alla rovina: / precipiterà infatti colpito sul campo di battaglia / e durante il combattimento perderà la vittoria. / Tuttavia molti uomini di Dio pensano / che Elia sia ferito nella contesa. / Quando il sangue di Elia stilla sulla terra, / le montagne prendono fuoco, nessun albero resta in piedi, / nemmeno uno resta sulla terra, le acque si seccano, / la palude si asciuga, il cielo prende fuoco, / la luna cade, il mondo brucia; / non resta ferma pietra in terra, giunge sul paese il giorno del giudizio, / e viene con il fuoco ad affliggere gli uomini". Ma cosa, o chi, è l'Anticristo? Le risposte oscillano di continuo, cambiano, e spesso si capovolgono, Occidente e Oriente seguono vie diverse. Può, il Figlio della perdizione, essere l'impero romano? È, forse, il Demonio? Magari, come sembra pensare Ildegarda di Bingen, è adombrato dai pagani, dagli eretici, dagli ebrei. Il secondo volume deL'Anticristo raccoglie i testi più affascinanti e significativi, occidentali e orientali, che discutono l'inquietante figura tra il IV e il XII secolo: da Girolamo e Agostino alla Sibilla Tiburtina, da Cirillo di Gerusalemme a Ecumenio, da Beda a Gioacchino da Fiore, il brivido del Male corre per il mondo cristiano.