Libri di Tiozzo
Bibliografia di Tiozzo: tutti i libri in vendita online editi da Aracne Genzano Di Roma
Dove andava Matteotti? Storia critica di un depistaggio lungo un secolo Tiozzo Enrico - Aracne (Genzano Di Roma), 2022
Su che cosa avvenne davvero durante il sequestro di Giacomo Matteotti il 10 giugno 1924 si esercita da quasi un secolo un depistaggio sistematico da parte della storiografia, o per scarsa conoscenza dei documenti ufficiali o per spirito di parte. Tra i molti fatti, provati dai documenti ma regolarmente ignorati dagli storici, figurano il ruolo fondamentale svolto dall'austriaco Otto Thierschädl, che mise in guardia Matteotti fino a poche ore prima dell'aggressione, e quello della moglie del deputato che tacque per 24 ore sulla sparizione del marito. L'operazione di omissione e di insabbiamento si rafforzò nel corso dell'istruttoria svolta da due magistrati fortemente antifascisti, il cui intento principale era quello di arrivare all'arresto di Mussolini non solo come mandante ma addirittura come regista dei vari passaggi del delitto. L'occasione si presentava favorevole ai socialisti anche per sbarazzarsi della monarchia e possibilmente per ridimensionare il numero e il prestigio dei Carabinieri Reali. Filippo Turati, che conosceva bene i fatti, nei giorni successivi al sequestro gridò al miracolo nelle sue lettere alla Kuliscioff, scrivendo che il sacrificio di Matteotti segnava la fine del fascismo. Dal Secondo dopoguerra in avanti e per oltre settant'anni la morte di Matteotti è stata una delle armi più potenti della sinistra, e non solo in Italia, per sintetizzare tutta la crudeltà e la ferocia del fascismo e di Mussolini. Questa ricerca, basata sui documenti ufficiali, esamina il secolare depistaggio di un omicidio tanto tragico quanto non intenzionale e certamente non diretto né voluto da Mussolini, che peraltro se ne assunse l'intera responsabilità.
Kjell Espmark in Italia. Studi sul Novecento letterario svedese Tiozzo Enrico - Aracne (Genzano Di Roma), 2023
Questa scelta di studi critici sulla letteratura svedese del Novecento, pubblicati nell'arco di trent'anni, dal 1993 al 2023, comprende interventi apparsi precedentemente in libri e riviste specializzate, spesso in occasione della prima traduzione in italiano di qualcuna delle opere degli scrittori trattati. Una parte considerevole dei testi riguarda l'opera, in poesia e in prosa, di Kjell Espmark, che è stato introdotto in Italia dall'autore. Tra gli scrittori studiati figurano saggisti come Horace Engdahl, narratori come Lars Gustafsson e numerosi poeti, da Tomas Tranströmer a Katarina Frostenson, da Lars Forssell a Östen Sjöstrand. Due studi, particolarmente ampi, sono dedicati a Karin Boye, grande protagonista della letteratura svedese del Novecento, vissuta troppo brevemente e morta suicida in circostanze mai del tutto chiarite. Ancora poco conosciuta in Italia e quasi esclusivamente per la sua eccellente opera poetica, la Boye possedeva in realtà un pari talento anhe nel romanzo, benché il suo unico testo narrativo noto nel nostro Paese sia il romanzo Kallocaina (1940). In questo florilegio vengono studiati Astarte del 1931 e Crisi del 1934, entrambi tradotti in italiano dall'autore e molto rappresentativi delle capacità narrative della Boye. Il testo che dà il titolo al libro è inedito e viene pubblicato per la prima volta.
Il bel Guido, il Vate e il conte. Studi critici sulla letteratura italiana tra Otto e Novecento Tiozzo Enrico - Aracne (Genzano Di Roma), 2024
Queste ricerche, sparse in un arco di tempo che va dal 2004 al 2019, esplorano campi diversi e rispecchiano temi non sufficientemente indagati o addirittura del tutto trascurati dalla storiografia letteraria del Novecento. È il caso degli scrittori, cosiddetti sprezzantemente "d'intrattenimento" o "di consumo", che tuttavia furono tra i più letti ed amati in Italia fra Otto e Novecento. Considerati a torto 'fascisti' e disprezzati per il loro stile, ritenuto ridondante, sono stati esclusi dal canone letterario stabilito dalla dominante critica di parte e rimangono ancora oggi degli sconosciuti per le giovani generazioni di lettori. Eppure Guido da Verona e Lucio d'Ambra sono autori che, nel solco del maestro d'Annunzio, hanno lasciato un forte segno nel romanzo italiano, influenzando scrittori acclamati dalla critica come Moravia e Buzzati. Esemplare è poi il caso del loro contemporaneo e amico Luciano Zuccoli, lontano da ogni tentazione fascista ed estremamente moderno nel suo stile asciutto, stringato, quasi giornalistico nel senso migliore della parola, ricco di drammaticità ma anche di umorismo, godibile ancora oggi come appena steso sulla carta. Antesignani infine e rimasti insuperati sono gli interventi sul premio Nobel e la letteratura italiana che, per la prima volta negli anni Novanta del Novecento, si sono basati sui documenti originali, custoditi negli archivi dell'Accademia di Svezia a Stoccolma. Quanto per esempio Fogazzaro fosse stato vicino al massimo riconoscimento letterario e come ne fosse invece stata insignita Grazia Deledda, erano temi rimasti sconosciuti fino ad allora alla critica letteraria italiana, che poi se n'è abbondantemente giovata.