Libri di Sergio Todesco
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Angoli di mondo Todesco Sergio - Pungitopo, 2020 - Memoria E Interpretazione
"[...] il lettore può rendersi conto direttamente di questa erranza di Todesco nei diversi ambiti delle culture arcaiche, di quelle tradizionali, degli ambiti più recenti del dibattito antropologico, tematiche tutte nelle quali egli mostra una piena padronanza della letteratura scientifica relativa e innervando nei diversi scritti una serie di notazioni originali e di suggestioni che aprono il campo a ulteriori prospettive. [...] a leggere uno dietro l'altro i saggi raccolti in questo bel volume, si può [...] affermare che Todesco è un grande viaggiatore, nel senso che il suo sguardo di studioso attraversa i più diversi ambiti, con rigore e leggerezza, come si ritrova nel viaggio del cavaliere dalla triste figura che combatteva con la sua lancia i mulini a vento, per rendere omaggio adeguato alla sua Dulcinea del Toboso. Da lettori del Don Quijote abbiamo imparato ad apprezzare questi viaggi fantastici, per cui siamo in grado di apprezzare sia le rigorose analisi dell'opera di Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone Marino, sia le elaborazioni teoriche relative ai beni culturali del territorio, sia quelle concernenti i patrimoni e le varie strategie ad essi sottese di negoziazione dell'identità". (dall'Introduzione di Luigi M. Lombardi Satriani)
Angoli di mondo. Scritti di antropologia, folklore, storia delle idee. Vol. 2 Todesco Sergio - Pungitopo, 2025 - Memoria E Interpretazione
«Nel segno delle connessioni si può forse individuare la chiave di lettura dell'antropologia di Sergio Todesco, che ha sempre amato attraversare discipline, categorie, generi e tematiche. Un'erranza - come l'ha definita Luigi Lombardi Satriani - che non è superficiale vagabondaggio ma, al contrario, piena consapevolezza che i confini sono astrazioni, convenzioni, rappresentazioni arbitrarie da sfidare e da ripensare criticamente. Da qui la capacità di coltivare plurimi interessi contigui alla filosofia, alla letteratura, alla storia e alla fotografia. Un'antropologia, dunque, che attinge alla tradizione etnografica della scuola dell'umanesimo meridionale, sostenuta dall'ampio respiro etico e critico e dall'esplicita ispirazione demartiniana. Queste, a grandi linee, le coordinate dello studioso che si muove nel solco di autorevoli e riconoscibili magisteri, con una avvertita coscienza storica e una acuta sensibilità alle istanze della contemporaneità».