Libri di Ton
Bibliografia di Ton: tutti i libri in vendita online editi da Le Lettere
Chi ha ucciso la balena bianca? Tondi Federico - Le Lettere, 2006 - Biblioteca Di Nuova Storia Contemporanea
La Dc chiuse i battenti nel luglio del '93. Appena un anno prima, nell'aprile del '92, era stato il partito più votato dagli italiani, sconfitto ma ancora largamente primo. Cosa successe tra una data e l'altra? Come mai la Dc finì, e finì così? "A distanza di più di dieci anni la morte della Dc resta uno dei grandi misteri della politica italiana. Un giallo irrisolto nella sua trama. [...] Il merito principale di questo lavoro è di risalire abbastanza indietro nel tempo da far capire come la fine della Dc sia maturata molto prima del suo inizio apparente. Ed è questa, in fondo, l'unica possibile soluzione di quell'enigma, la chiave del giallo che andiamo cercando." (dalla prefazione di Marco Follini).
Sulle tracce del Fiore Tonelli N. (Cur.) - Le Lettere, 2017 - Quaderni Degli Studi Danteschi
Affrontare la lettera del testo del "Fiore", la sua interpretazione e la sua collocazione culturale senza muovere necessariamente dal quesito solo in apparenza ineludibile se Dante ne sia l'autore. È stato questo l'impegno e la sfida che hanno guidato gli studi racconti su un poema che vanta le prerogative per richiamare l'attenzione degli studiosi. Che sono state qui rivolte alla sua veste testuale, metrica e linguistica; alle dottrine filosofiche ed economiche che convoglia; alla sua collocazione cronologica; ai suoi rapporti con la fonte francese e con la sua lingua così come con la poesia comica del Duecento italiano. Non mancano peraltro ipotesi e indagini sulla sua paternità.
Futurista senza futuro. Marinetti ultimo mitografo Tondelli Leonardo - Le Lettere, 2009 - Sguardomobile
A cento anni dal Manifesto futurista, celebrare F. T. Marinetti rimane un'ottima scusa per non leggerlo. Eppure riaprire i suoi libri (Mafarka il futurista, L'aeroplano del Papa, Come si seducono le donne, 8 anime in una bomba) ci consentirebbe di tuffarci in mondi mai esistiti, arredati con oggetti di modernariato alieni dal passato quanto dal futuro. Dietro all'entusiastico elogio della macchina, e alla sbandierata liquidazione del passato, s'intravedono le pulsioni più inquietanti della modernità, e il disagio di un letterato che nell'alba del progresso tecnologico ha riconosciuto il tramonto della civiltà delle lettere. Più che un precursore del nuovo mondo, un epigono sfortunato ma cocciuto, disposto a sperimentare ogni sorta di novità, a patto di salvare il suo ruolo di poeta, vate, narratore; disponibile a sostituire la cavalleria con le autoblindo, ma non a cedere le redini del gioco.