Libri di Tonelli
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Giorgio Facchini. La scultura tra astrazione e simbolo-Sculpture between abstraction and symbol. Ediz. bilingue Tonelli M. (Cur.) - Silvana, 2024 - Scultura
Giorgio Facchini (Fano, 1947), riconosciuto autore di gioielli d'artista a livello internazionale, tra il 1969 e il 2023 ha prodotto un nucleo di sculture insieme a una serie di disegni preparatori o progettuali. Opere ispirate ai principi della scultura moderna, la loro caratteristica è di saper accostare trattamenti diversi di metalli con effetti di luce che le rendono cariche di astrazione e forza simbolica. L'interezza di questa produzione rende la presente pubblicazione un vero e proprio catalogo generale delle opere dell'artista, suddivise in 54 sculture e bassorilievi di grandi e piccole dimensioni e 16 opere su carta, ispirate a temi esoterici, alchemici o a puri abbracci dinamici di forme e assemblaggi virtuali di volumi e di precari equilibri.
Giacinto Cerone. Una nota che non c'è. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-12 maggio 2017). Ediz. italiana e inglese Tonelli M. (Cur.) Montrasio R. (Cur.) - Silvana, 2017 - Arte
"Giacinto Cerone. Una nota che non c'è" è un progetto ideato da Montrasio Arte in collaborazione con l'Archivio Giacinto Cerone. Il volume indaga la produzione ceramica dell'artista prendendo in esame un decennio di lavoro. Le trenta sculture selezionate portano i segni di un'inquietudine profonda. Egli aggredisce la materia, con gesti rapidi e incisivi. Tagli, torsioni, lacerazioni diventano la sintesi formale della prorompente composizione plastica dello scultore. Seppure Cerone abbia utilizzato in modo profondo e appassionato svariati materiali, la ceramica e il gesso forse trasmettono in modo più diretto e letterale l'impronta della sua fisicità e gestualità. Sottoponeva i blocchi geometrici vuoti di terra cruda, che gli venivano preparati dal 1993 alla sua morte presso la Bottega Gatti di Faenza, a torsioni, rotture, squarci, fino a batterli con un tubo se il suo corpo non riusciva a farli esplodere di rabbia e disperazione, estasi e vita. Il modo di lavorare l'argilla avveniva attraverso rimozioni e ritorni, sepolture ed emersioni in cui eventi dell'oggi risvegliano e risignificano fatti di ieri. Nel suo caso possiamo parlare del trauma della scultura, proiettando e trasformando nei processi stessi creativi qualsiasi originaria contesa con la materia o qualsivoglia attività esistenziale.