Libri di Emanuele Tonon
Bibliografia di Emanuele Tonon: tutti i libri in vendita online editi da Mondadori
Il nemico Tonon Emanuele - Mondadori, 2022 - Oscar Bestsellers
«Si chiamava Settimo perché era il settimo di undici figli. La sua vita non è stata una festa, piuttosto è stata l'esatto contrario.» Settimo è il padre del narratore di questo "romanzo eretico", di questa epica familiare fatta di fatica in fabbrica, di vino, di preghiera e bestemmia, amore e tradimento, sofferenza, nascita e morte. Tra vita quotidiana e invettiva spirituale, tra corpi dolenti e desiderio d'assoluto, "Il nemico" è il feroce atto di accusa di un uomo contro Dio; Tonon trasforma la scrittura in un rituale esoterico per denunciare l'insopportabile ingiustizia dell'esistere.
Fervore Tonon Emanuele - Mondadori, 2021 - Oscar 451
Ogni risveglio è un venire al mondo: violenza dello strappo, stordimento, gloria di incontrare ciò che è vivo. Di albe così il protagonista e narratore di questa storia ne ha davanti tante, tutte quelle che compongono l'anno del suo noviziato nel convento francescano di Renacavata, in Centro Italia. Sono i dodici mesi della "prova", in cui si veste il saio e ci si prepara a emettere i voti: un tempo assorto, di isolamento, lavoro manuale, preghiera. Rapiti da una lingua intensamente poetica, da una scrittura guizzante, visionaria, tesa a catturare il simbolo che incendia il cuore del vero, attraversiamo insieme al narratore questo spazio sacro e umanissimo: le celle, la chiesa, il Coro, il refettorio, la biblioteca, i campi, il giardino, col passo solenne di una sacra rappresentazione dei nostri tempi.
Fervore Tonon Emanuele - Mondadori, 2016 - Scrittori Italiani E Stranieri
Ogni risveglio è un venire al mondo: violenza dello strappo, stordimento, gloria di incontrare ciò che è vivo. Di albe così il protagonista e narratore di questa storia ne ha davanti tante, tutte quelle che compongono l'anno del suo noviziato nel convento francescano di Renacavata, in Centro Italia. Sono i dodici mesi della "prova", in cui si veste il saio e ci si prepara a emettere i voti: un tempo assorto, di isolamento, lavoro manuale, preghiera. Giornate in cui l'esperienza interiore - estatica, a volte, a volte annichilente - si amplifica fino a invadere lo spazio della realtà concreta, sottoponendola a una reinterpretazione radicale. Il protagonista senza nome approda qui appena ventenne, infiammato da un bisogno di senso e appartenenza, deciso a rifiutare un destino omologato, disgustato dalla sensazione di essere una tra milioni di "vacche che sconoscevano la morte, che non conoscevano i ganci cui sarebbero finite appese". Nella dimensione protetta del convento, pallida ma funzionale riproduzione del Giardino edenico, i criteri che reggono il mondo fuori non tengono, si capovolgono: le crisi epilettiche di uno dei compagni sono un ascensore per le sfere celesti, le vipere acquattate nelle sterpaglie ambiscono a iniettare veleno nei teneri polpacci dei novizi per custodirne l'innocenza, preservandoli dalla contaminazione del vivere.