Libri di Tortora
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Tra neorealismo e persistenze moderniste: il romanzo italiano degli anni Cinquanta Tortora Massimiliano - Ledizioni, 2024 - European Modernism Studies
Il romanzo italiano degli anni Cinquanta prosegue l'onda lunga del realismo inaugurata da Moravia nel '29 con Gli indifferenti: un realismo che da un lato fa sua la visione del mondo modernista (relativismo, messa in crisi dell'antropocentrismo, verità irraggiungibile) e dall'altra la declina all'interno di una struttura narrativa lineare e a conti fatti tradizionale. Ma gli anni Cinquanta hanno una particolarità: testimoniano il momento più florido del romanzo realistico italiano di impianto novecentesco, e anche i suoi segnali di crisi. Già alla fine degli anni Quaranta, attraverso i reportages, sono diverse le voci che cercano nuovi modi di raccontare la realtà. E a cavallo con i Sessanta i venti di sperimentalismo cominciano a smuovere la cattedrale realistica. Ciò non toglie che il romanzo di impianto realistico-sociale, con venature esistenziali, sia quello dominante negli anni Cinquanta, e a cui tutti fanno riferimento, ora per aderirvi (Bassani, Arpino, Cassola, ecc.), ora per distaccarsene (e forse proprio dal campo dei detrattori escono i capolavori del decennio: Gadda e Morante, ad esempio). Questo libro, con singoli affondi saggistici, intende indagare il campo realistico che per motivi di quantità e qualità, per ragioni editoriali, per mutate condizioni economiche del paese, è quello che più di altri è diventato sinonimo di Romanzo italiano degli anni Cinquanta.
La funzione Joyce nel romanzo occidentale Tortora M. (Cur.) Volpone A. (Cur.) - Ledizioni, 2022 - European Modernism Studies
Riflettere sulla "funzione Joyce" nel romanzo occidentale significa riflettere sul romanzo tout court. Joyce è al contempo un punto di arrivo e di partenza, uno snodo imprescindibile con cui è necessario fare i conti che lo si voglia o meno. Con Joyce, cioè, non cambia irreversibilmente solo il romanzo, ma anche il modo in cui l'esperienza umana può essere rappresentata e quindi narrata. Nell'osservare il fenomeno attraverso alcune letterature nazionali (francese, spagnola, irlandese e americana) e nel tentare di isolare l'intorno teorico-formale di questa "funzione", i saggi qui raccolti rendono testimonianza di come gli scrittori "post-Joyce" si siano misurati con questa eredità talvolta percepita come impossibile, altre volte come stimolante, spesso come castrante, ma anche, sorprendentemente, come liberatoria. Questa molteplicità di prospettive, che non ambisce certo a "risolvere" la funzione, invita a riflettere sulla portata epocale della trasformazione/rigenerazione operata da Joyce nella narrativa occidentale.