Libri di Francesco Tripodi
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Il pecchione Tripodi Francesco - Deriveapprodi, 2006 - Narrativa
Il pecchione, detto anche fuco, è il maschio dell'ape domestica. Nell'economia di un alveare la sua funzione consiste nel fecondare l'ape regina, nient'altro. Nel periodo primaverile vola, insieme a centinaia di altri esemplari, in attesa dei voli nuziali durante i quali accoppiarsi. Non ha pungiglione. Muore durante l'accoppiamento perché per estroflettere l'endofallo effettua una contrazione muscolare che lo paralizza. Al centro di questo romanzo di Francesco Tripodi sta la vita di un alveare, con le sue api operaie e guardiane, bottinatrici e regine, uova e cellette esagonali. I suoi protagonisti sono Hans il fuco; Zina la falsa ape regina; Clara l'esperta nutrice, Tuscia l'esploratrice, la vera ape regina e un apicoltore. Ognuno ha la responsabilità di un piccolo segmento di quell'intrico di compiti e funzioni indispensabili alla sopravvivenza di un alveare. Ognuno ha un compito necessario eppure è sempre sostituibile, perché così va la natura: l'insieme viene sempre prima delle parti. Filo conduttore del romanzo è la strana relazione sessuale tra un'ape regina, che consuma i propri amori a costo della morte dei suoi pretendenti, e un apicoltore sessualmente impotente, deciso a "farsi fuco". Il racconto di un amore paradossale dal quale scaturisce un'ironia dissacrante che trascina il lettore pagina dopo pagina.
Il mite migrante Tripodi Francesco - Deriveapprodi, 2002
Il protagonista di questo libro è un immigrato. Non un immigrato triste, depresso o bisognoso di aiuto. Ma un immigrato ironico, divertito, scanzonato, che sfotte non la propria, ma la diversità altrui. Un immigrato siciliano che si ritrova a Bologna. Un immigrato fuori moda, in questi tempi di clandestini e asilanti. La narrazione si snoda per un centinaio di piccoli aneddoti. Scintille di realtà che esplodono come bolle. Sketch per irridere una condizione spaesata e fuori tempo. Per parlare di una condizione comune e diffusa, quella dell'estraneità, spesso dipinta con i toni foschi della povertà e dell'indigenza.