Libri di Giona Tuccini
Bibliografia di Giona Tuccini: tutti i libri in vendita online editi da Carocci
Degno del cielo. Umanesimo plebeo e poetica del sacrificio in «Accattone» di Pasolini Tuccini Giona - Carocci, 2021 - Lingue E Letterature Carocci
Con questo libro dedicato ad "Accattone" di Pasolini, dove il poeta civile è incorporato nelle vicende di un burino di borgata, Giona Tuccini compie una ricognizione critica che tocca i nervi scoperti di un capolavoro della cinematografia nostrana, spingendo l'indagine con profondità e leggerezza sull'umanesimo plebeo, sugli echi cristologici e sulle cadenze picaresche quali modelli maggiori e registri tematici di una tragedia scritta con la luce. Roma, anni Sessanta. Vittorio Cataldi è un pappone che per campare sfrutta la miseria altrui, finché incontra Stella, resta toccato dalla sua purezza e non riesce a farne mercato. L'itinerarium in charitate di quest'anima inetta all'amore è insieme il merito etico e poetico del film, restituito con eloquente chiarezza in un ampio affresco analitico in cui i fondi vitali di un popolo, praticamente ignoto ai nostri giorni, s'intrecciano alle morfologie del sacro e ritrovano il segno.
Nostalgia dell'abisso. I romanzi di Enrico Pea degli anni Trenta Tuccini Giona - Carocci, 2021 - Lingue E Letterature Carocci
Il libro affronta in maniera rigorosa e trasversale le specificità della produzione in prosa degli anni Trenta di Enrico Pea, mediante un percorso che consente non solo di restituire l'evoluzione dell'autore toscano attraverso le fantasie generate intorno alla figura della donna, ma anche di comprendere le opere successive alla Trilogia di Moscardino calibrate sull'universo etico dei soggetti, sui richiami idillici e sulla dimensione temporale della malinconia. L'esperienza del viaggio è più che mai un modo influente di concepire il tempo e sfocia in un inventario di occasioni in cui all'atopia dell'esule segue sempre la localizzazione topografica del nido. L'espatriato che ricompare nel borgo originario è creatura arrivata a destino attraverso il disincanto che di per sé è già distacco e affrancamento ma, nello specchio della riflessione, è anzitutto appannaggio della coscienza proiettiva che nei romanzi post-Trilogia di Enrico Pea tesse per ogni dove la sua tela.