Libri di Turi
Bibliografia di Turi: tutti i libri in vendita online editi da Carocci
Libri e lettori nell'Italia repubblicana Turi Gabriele - Carocci, 2018 - Quality Paperbacks
Il mondo dell'editoria conosce ovunque, all'inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L'Italia non fa eccezione, come dimostra l'acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare "lettori", il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell'editoria nell'Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all'evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
L'isola dei morti. Stranieri nella Firenze di metà Ottocento Turi Gabriele - Carocci, 2024 - Studi Storici Carocci
Il volume presenta la storia della "città dell'arte" (Firenze) non nella sua interezza, ma attraverso le vicende principali del suo passato: discutendo un tema affrontato con accenti specifici da Giuseppe Prezzolini e da Giuliana Artom Treves, l'autore utilizza soprattutto resoconti e giudizi di inglesi e americani per mettere in rilievo importanti iniziative culturali, come il Gabinetto scientifico-letterario fondato nel 1819 da Giovan Pietro Vieusseux o l'Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento costituito nel 1859, che attribuirono a Firenze un ruolo centrale nel momento unitario. La presenza dei viaggiatori stranieri - scrittori, artisti, esponenti del clero e diplomatici - fu elemento di congiunzione con il liberalismo moderato della Gran Bretagna e degli Stati Uniti e contribuì alla rinascita della "terra dei vivi" dopo il periodo della " terra dei morti" lamentato da Alphonse de Lamartine.