Libri di Turi
Bibliografia di Turi: tutti i libri in vendita online editi da Societa Editrice Fiorentina
L'identità negata. Il secondo Calvino e l'utopia del tempo fermo Turi Nicola - Società Editrice Fiorentina, 2003 - Quaderni Aldo Palazzeschi. Nuova Serie
Una sfida cognitiva, un onirico svago, una fiabesca indagine autoreferenziale: l'opera di Calvino solleva da sempre problemi di definizione e controversie epistemologiche, colpevoli di generare equivoci involontari o acrimoniosi travisamenti. Il saggio di Nicola Turi si propone di ricondurla entro la temperie estetica che ha animato il dibattito critico europeo del Novecento, evidenziandone le sotterranee implicazioni, la sofferta frattura esistenziale da cui trae alimento. Soprattutto a partire da 'Le Cosmi-comiche' (1964), la pagina di Calvino indaga il complesso rapporto che lega identità e tempo, realtà e riduzione del reale, verità e soggettività, discontinuità ontologica e nemesi della scelta.
Testo delle mie brame. Il metaromanzo italiano del secondo Novecento (1957-1979) Turi Nicola - Società Editrice Fiorentina, 2007 - Quaderni Aldo Palazzeschi. Nuova Serie
Che cos'è la metaletteratura? Che tipo di impostazione epistemologica rivela? Quale rapporto intrattiene con una categoria estetica da sempre controversa come il realismo? E perché passando in rassegna la narrativa italiana degli anni Sessanta e Settanta ci imbattiamo così spesso nelle sue (pur diverse) manifestazioni? Il saggio di Nicola Turi tenta di rispondere a questi interrogativi analizzando caso per caso - con l'ausilio dei più aggiornati strumenti narratologici, e tenendo sempre sullo sfondo illustri modelli stranieri (soprattutto Borges) - l'attivazione di un "discorso autoriflessivo" nel romanzo italiano contemporaneo (1957-1979), attraversando così l'opera di Del Buono e Pasolini, Calvino e Manganelli, Moravia e Piovene, Gramigna e Dessí, Arbasino e Sanguineti, Pomilio e La Capria, Landolfi e la Manzini: fino a rintracciare la genesi di ogni gesto metanarrativo in uno stato di impasse, di protratta epochè, che trova la sua linfa vitale nel patrimonio gnoseologico dell'occidente ma anche nel clima estetico dell'Italia postbellica, col passare del tempo sempre più favorevole alla "dissoluzione" dell'autore.