Libri di Turra
Bibliografia di Turra: tutti i libri in vendita online editi da Amos Edizioni
Leggere Buzzati. La lingua, le lingue, le traduzioni Turra G. (Cur.) - Amos Edizioni, 2024 - Cuma
Nella locandina del Convegno Internazionale «Buzzati: la lingua, le lingue, le traduzioni», promosso dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell'Università Ca' Foscari di Venezia e tenutosi nelle giornate del 5 e 6 settembre 2022, di cui il presente volume raccoglie finalmente gli atti, è affermato che, a mezzo secolo dalla morte, «Buzzati si conferma con piena evidenza l'autore italiano del Novecento più tradotto». La straordinaria fortuna all'estero dello scrittore bellunese trova riscontro nelle oltre trenta lingue d'arrivo della sua opera e nelle interpretazioni anche di segno opposto che di questa sono state date nel corso del tempo. Parimenti, sono qui ospitate le risultanze dell'attività e del lavoro di puntualizzazione e documentazione di aspetti meno noti (il critico cinematografico, il poeta), da prospettarsi a studi e ricerche di là da venire.
Continenti stati d'animo. Letteratura di viaggio e letterature straniere nell'«Omnibus» di Leo Longanesi Turra Giovanni - Amos Edizioni, 2017 - Cuma
Questa rigorosa e dotta analisi di «Omnibus» - il rotocalco fondato e diretto da Leo Longanesi dal 1937 al '39 - evidenzia un disegno culturale coerente e preciso, poco conforme con le direttive della propaganda. La strategia editoriale di «Omnibus» s'informava alle due categorie a suo tempo individuate da Sciascia: quella del «guardare altrove» e quella del «conferire un che di durevole all'effimero». Alla prima si deve l'attenzione ad altri paesi e ad altre letterature: oltre a quella americana, le introspezioni degli scrittori russi e del Centro Europa e la memorialistica francese. Alla seconda categoria è da ricondursi più in generale la pratica del «capitolo»: poggiando su una materia ricca e complessa come l'esplorazione di un Paese straniero, il pezzo ben esposto si trasformava in un discorso più vasto e organico dell'affettazione di tanti elzeviristi. Cecchi e Moravia dagli Stati Uniti, Alvaro dall'Unione Sovietica, Monelli dalla Germania, Savinio dalla Francia derivavano infatti i loro reportage da ragioni diverse da quelle che di norma motivano quel genere di scrittura, e miravano piuttosto alla verifica di un metodo o alla conferma di un'ipotesi.