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Memorie di Giulio Bonnot. Raccolte da un «copain» e autenticate da Paolo Valera. I clamorosi rossi dell'automobile grigia libro
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LIBRO   9788865480403

Memorie di Giulio Bonnot. Raccolte da un «copain» e autenticate da Paolo Valera. I clamorosi rossi dell'automobile grigia Valera P. (Cur.)   -  Deriveapprodi, 2012  -  Narrativa

Questo libro, pubblicato per la prima e unica volta nel 1913, è la storia delle avventurose gesta della famigerata "Banda Bonnot", narrata dal suo unico anonimo sopravvissuto. La banda - composta da un gruppo di militanti anarchici in bilico tra criminalità comune e attivismo politico - in una manciata di mesi del 1912 mise in atto a Parigi una clamorosa serie di rapine in banche e abitazioni di ricchi borghesi. Il gruppo si costituì intorno alla figura carismatica di Jules Bonnot, anarchico, operaio e autista di Arthur Conan Doyle, ideatore del personaggio di Sherlock Holmes, per il quale aveva lavorato in Gran Bretagna nel 1910. Tornato a Parigi, Bonnot fu introdotto negli ambienti del giornale "l'anarchie" e con altri giovani scelse di intraprendere una lotta illegale - disperata e suicida - contro l'ordine sociale capitalistico, colpendo i borghesi in ciò che stava loro più a cuore: il denaro. La banda, che agiva in pieno giorno con lo scopo di indurre il massimo terrore, sorprese tutti per la propria audacia. Fu ad esempio la prima a usare automobili di grossa cilindrata - appositamente rubate per le rapine con un notevole vantaggio sulla polizia. Parte dei soldi "espropriati" vennero utilizzati per sostentare gli ambienti radicali dell'anarchismo parigino. Dopo mesi di smarrimento, la polizia riuscì a reagire e in poco tempo sterminò il gruppo e la sua vasta rete di sostegno.

€ 12.00 € 11.40
LIBRO   9788888738543

Filosofia esistenziale della canapa indiana Valentini Fosco   -  Deriveapprodi, 2004  -  Fuorifuoco

Questo libro sostiene una tesi semplice e chiara: la repressione contro il consumo della canapa indiana è un attacco al libero arbitrio e ai diritti civili acquisiti. Il proibizionismo nei confronti delle droghe leggere è una censura, una restaurazione di modelli punitivi e di controllo sociale suggellati da mille falsità mediatiche prodotte da un pensiero fondamentalista. La canapa indiana non produce dipendenza né fisica né psicologica, non è l'anticamera dell'uso di sostanze oppiacee come la cocaina e l'eroina, quindi non è dannosa o lo è comunque infinitamente meno del tabacco, dell'alcol e degli psicofarmaci il cui consumo è in vertiginoso aumento.

€ 9.50
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