Libri di Fabio Vander
Bibliografia di Fabio Vander: tutti i libri in vendita online editi da Inschibboleth
Genesi e destino. Filosofia e onto-teologia del «Mysterium iniquitatis» Vander Fabio - Inschibboleth, 2022 - Zeugma. Proposte
Genesi e destino. "L'origine è la meta" scriveva Walter Benjamin d'accordo con Karl Kraus. La Genesi è tutta la Storia, fino alla Fine, compresa la Fine. E compreso l'oggi, perché "la fine va intesa come tempo presente" (Taubes). Ma dell'Inizio non è solo la creazione, il tempo, il divenire, è anche il conflitto, la morte, il male. Da Caino ed Abele. Ma anche dai fratelli-nemici della Genesi: Giacobbe ed Esaù. L'uno buono l'altro cattivo, l'uno ebreo l'altro "idolatra", presto anti-semita. Un saggio di filosofia, teologia, ermeneutica. Non una teodicea, ma una riflessione sui limiti del Male e sul loro trascendimento nella Shoah. Un'appendice sulle Thesen di Benjamin approfondisce il tema capitale del libro: la contrapposizione fra l'approccio dialettico al problema del Male (Hegel, Benjamin, Scholem) e quello ontologico della teologia-politica (Schmitt, Taubes).
Ortologia della contraddizione. Critica di Heidegger interprete di Aristotele Vander Fabio - Inschibboleth, 2016 - Zeugma. Lineamenti Di Filosofia Italiana
Martin Heidegger nei suoi anni di formazione, che furono anche gli anni di gestazione di Essere e tempo, ebbe un rapporto intenso e decisivo con la grande filosofia greca. I corsi universitari degli anni 20, dedicati particolarmente a Platone ed Aristotele, furono momenti di un processo di fondazione della filosofia come "scienza critica". Secondo Heidegger infatti solo nel "differenziare qualcosa da qualcos'altro si rendono visibili entrambi, il differente e la sua differenza"; un approccio che involgeva evidentemente i grandi temi della filosofia: essere ed ente, identità e differenza, positività e critica. Questo libro indaga però il possibile istituirsi di una aporia fra ontologia e dialettica, fra metafisica e critica. Proprio nella grande Zusammenfassung degli anni '20 con Platone ed Aristotele, pare infatti definirsi quella tensione fra rigore eleatico e apertura al mondo destinata a restare centrale ed irrisolta nell'arco dell'intera vicenda filosofica, morale e politica di Martin Heidegger.
Neoidealismo e dialettica. Sull'ultimo Croce interprete di Hegel Vander Fabio - Inschibboleth, 2026 - Zeugma. Proposte
Il confronto del neoidealismo italiano con Hegel e con la sua dialettica fu costante e inesausto; ancora un anno prima di morire Benedetto Croce lo definì "mio amore e mio cruccio". Un confronto che riguardava il cuore stesso di ogni filosofia: essere e storia, ontologia e logica, identità e differenza. Il valore ontologico della dialettica era rimasto immutato da Platone a Hegel, ma con la Modernità c'era stata una crisi, una scissione, di cui l'ego cogito di Descartes fu la cifra. Nonostante Hegel e Marx, a fine '800 si confrontavano ancora Positivismo e irrazionalismi vari. Il neoidealismo venne da questa temperie. Ragionare dell'ultimo Croce interprete di Hegel equivale dunque a fare i conti con i punti alti della filosofia della Modernità e, soprattutto, con la sua crisi.