Libri di Gianni Vattimo
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Addio alla verità Vattimo Gianni - Booklet Milano, 2009 - Le Melusine
Il tramonto della verità è la rappresentazione più fedele della cultura contemporanea: questo vale, secondo Gianni Vattimo, non solo per la filosofia, la religione e la politica, ma anche e soprattutto per l'esperienza quotidiana di ognuno di noi. La cultura delle società occidentali è sempre più pluralista. I media mentono, l'informazione e la comunicazione sono un gioco di interpretazioni e ai politici si consentono molte violazioni dell'etica, e dunque anche del dovere di verità, senza che nessuno si scandalizzi. Tuttavia, la nostra società "pluralista", continua a credere alla "metafisica" idea di verità come obiettiva corrispondenza ai fatti e si illude di creare l'accordo sulla base dei "dati di fatto". Prendendo le distanze da tutte le pretese di fondare la politica su un sapere scientifico, Gianni Vattimo sostiene che il solo orizzonte di verità che la politica e la filosofia hanno il compito di cogliere, esplicitare e costruire consiste nelle condizioni epistemologiche del dialogo sociale e interculturale. Il tema della verità va dunque ricondotto a una questione di condivisione sociale e gli intellettuali sono chiamati a pensare forme di vita più comprensibili, approvate e partecipate. L'addio alla verità è dunque l'inizio, e la base stessa, della democrazia...
Opere complete. Vol. 1/2: Ermeneutica Vattimo Gianni Cedrini M. (Cur.) Martinengo A. (Cur.) Zabala S. (Cur.) - Booklet Milano, 2008
Gli studi sull'estetica rappresentano la "porta maestra" del pensiero di Gianni Vattimo. "Poesia e ontologia" (1967), assieme agli altri saggi pubblicati in questo tomo delle "Opere complete" di Vattimo, è un momento fondamentale per comprendere i motivi della sua ermeneutica filosofica. Il tema centrale che accomuna questi testi, in particolare quelli raccolti in "Poesia e ontologia", è la "portata veritativa dell'esperienza estetica", ovvero la sua capacità di essere il luogo in cui si concretizza un'"esperienza di verità". Il percorso proposto da Vattimo parte da alcuni referenti filosofici fondamentali per il suo pensiero - Martin Heidegger, Luigi Pareyson e Hans-Georg Gadamer - che qui non sono semplicemente presentati e discussi, ma rientrano in un contesto più generale, che costituisce la vera novità del discorso di Vattimo. L'obiettivo è infatti mettere in relazione le estetiche filosofiche in senso stretto con le poetiche artistiche, ossia con i programmi e i "manifesti" delle diverse correnti artistiche. Da qui l'interesse di Vattimo nei confronti del movimento delle avanguardie. Se da una parte, infatti, tra Otto e Novecento le estetiche filosofiche tradizionali appaiono orientate a negare qualsivoglia dignità filosofica del fatto artistico, le poetiche dell'avanguardia sembrano rivolte piuttosto alla rivendicazione del valore ontologico dell'arte...
Opere complete. Vol. 1/1: Ermeneutica Vattimo Gianni Cedrini M. (Cur.) Martinengo A. (Cur.) Zabala S. (Cur.) - Booklet Milano, 2007
Il pensiero di Gianni Vattimo è strettamente legato alla nascita e agli sviluppi dell'ermeneutica filosofica contemporanea. La filosofia dell'interpretazione è l'indirizzo al quale Vattimo ha concorso in prima persona, contribuendo a farne una vera e propria "koinè" culturale del Novecento. I testi raccolti in questo primo tomo dell'Ermeneutica risalgono ai primi anni della sua formazione filosofica, dalle ricerche di natura estetica alle discussioni culturali degli anni Sessanta. Il risultato più significativo di questa elaborazione è il "concetto di fare in Aristotele": uno studio sull'"estetica della produzione" che mette in dialogo il concetto aristotelico di "imitazione" con le riflessioni delle estetiche contemporanee. L'interesse per le indagini di natura estetica è la base per una serie di sviluppi che diventeranno fondamentali per il pensiero di Vattimo e che qui trovano una prima suggestiva collocazione. Accanto a il "concetto di fare in Aristotele", questo primo tomo raccoglie in altre due sezioni i "Saggi" ("L'estetica in Italia nel 1962"; "Verità, comunicazione, espressione"; "II V Congresso internazionale di Estetica di Amsterdam") e le "Recensioni" che l'autore ha pubblicato su questi argomenti negli stessi anni (1956-1964): un quadro particolarmente ampio, da cui emergono i primi elementi di continuità del suo pensiero.