Libri di Jean Vautrin
Bibliografia di Jean Vautrin: tutti i libri in vendita online editi da Meridiano Zero
Bloody Mary Vautrin Jean - Meridiano Zero, 2013 - Gli Obliqui Pocket
Uno zelante poliziotto alsaziano, divorato dall'ambizione di far carriera, vive ossessionato dall'ordine e dalla moralità. Sua moglie, sempre chiusa in casa, è una psicopatica che oscilla tra giochi da bambina indifesa e modi provocanti. Un lavavetri negro si arrampica ogni giorno sul grattacielo in cui abitano i due. Sospeso sulla sua assicella pensile, dialoga a modo suo con gli inquilini dei vari piani e con una onnipresente mosca blu che lo tormenta. Un soldato di leva, brutale ed esasperato dalle vessazioni sessuali a cui lo sottopone il suo sergente, fugge dalla caserma riempiendosi le tasche di bombe a mano: il primo a pagare con la vita sarà proprio il suo superiore. La fuga rocambolesca del giovane soldato è il filo che lega tutti i personaggi: per il poliziotto, infatti, è giunto il grande momento, e la caccia al criminale sarà spietata. Ambientato nella Parigi popolare dei grigi ma vivissimi arrondissements periferici, "Bloody Mary" è un affresco "a tinte forti" della nostra società, colta con occhio cinico e critico ma mai moraleggiante, come a dire: il mondo è anche razzismo, nevrosi e corruzione, ma è il nostro mondo.
Il viaggio immobile Vautrin Jean - Meridiano Zero, 2012 - De Te Fabula Narratur
Tredici racconti che hanno come protagonisti personaggi sradicati e grotteschi ai margini dell'amore. Proprio questi magnifici miserabili costituiscono il centro narrativo di Vautrin: sia che si tratti del marito che, scientemente, entra nella nevrosi della moglie sterile e accetta di diventare padre di una bambola, sia che si tratti di una donna ormai vecchia che rivendica ancora il piacere sessuale o del bambino superdotato che lo rivendica già, sia infine che si tratti dell'amante appassionato che ammazza la sua compagna per poterla fotografare morta. Tutti questi personaggi sono terribili, spesso comici e sempre tragici. Tutti sono al limite delle loro risorse, sul bordo del precipizio. Vautrin è dolorosamente affascinato dalle persone in arrivo da o in cammino verso l'inferno, colte nel momento più vicino all'esplosione, in cui tutto vacilla, tutto è possibile. "Diffido dei momenti di calma", ci spiega l'autore. "La felicità serve solo a rassicurare, il che significa arrestarsi, divenire un'istituzione. Solo l'inquietudine, lo stare sul chi vive garantiscono l'attenzione, quindi la creazione".