Libri di Cur Venturelli
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Annibale Chieppio (1563-1623). «Cose rare e preziose» tra Mantova e i Gonzaga. Ediz. a colori Venturelli P. (Cur.) - Silvana, 2024 - Arte
Potente segretario ducale e consigliere di Stato, il conte Annibale Chieppio intreccia la sua biografia sino quasi a mescolarla con quella dei Gonzaga. Non solo controlla e amministra per circa un trentennio il governo dello Stato: gestisce anche i rapporti tra la corte e il fitto stuolo di artisti e personaggi che vi ruotano intorno, pittori, architetti, musicisti, scienziati, geografi. Nel gruppo spicca il giovane e promettente Pietro Paolo Rubens, arrivato a Mantova nell'estate del 1600, allacciando con Annibale un duraturo rapporto amicale. Molti dei suoi denari il Chieppio li spende nel restauro del "nobilissimo palazzo" in Contrada della Serpe - quello che sarebbe poi diventato l'attuale Palazzo d'Arco -, acquistato nel febbraio del 1602, dimora che si affiancava a quella suburbana di Olmo Lungo. Attestazione del livello di ricchezza raggiunta, la casa è anche lo specchio dei gusti e delle scelte di vita di chi l'abita. Il volume ricostruisce idealmente gli oggetti in essa contenuti, rintracciando ciò che è rimasto, cercandolo tra le molte e belle cose oggi custodite in questa affascinante casa museo: dipinti e manufatti, con il nucleo del tutto inedito degli oggetti devozionali e dei reliquiari. Nel loro insieme, vengono a costituire una nuova pagina da aggiungere al grande libro della storia di Mantova, negli anni ancora dominati dai Gonzaga, contribuendo alla mappa descrittiva del mondo delle cose, nel loro rapporto con chi le possedeva, rendendo più concreta l'identità del proprietario: il conte Annibale Chieppio.
Oro dai Visconti agli Sforza. Smalti e oreficeria nel Ducato di Milano. Catalogo della mostra (Milano, 30 settembre 2011-30 gennaio 2012). Ediz. illustrata Venturelli P. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Poche corti possono eguagliare in sfarzo e ricchezza quella dei Visconti e degli Sforza tra XIV e XV secolo. Le spiccate esigenze di lusso e fasto della signoria milanese, infatti - analoghe a quelle delle principali casate d'Europa come Francia, Borgogna, Inghilterra, Baviera -, resero necessaria la produzione di oggetti preziosi, sia destinati alla vita di corte sia a quella del culto. Con virtuosismi tecnici ineguagliabili e grande maestria gli orefici milanesi realizzarono oggetti dalla straordinaria bellezza, che spiccano ancora in particolare per l'uso sapiente delle tecniche smaltarie. Una tradizione artigiana che ha radici antichissime, e che ha portato alla creazione di ornamenti personali, vasellame da tavola, altaroli per la devozione privata, reliquiari, calici e tabernacoli, ma anche carte da gioco, come i celeberrimi "tarocchi viscontei": oggetti che divennero veri e propri status symbol, segno tangibile di sfarzo e potere. Il volume ripercorre questa straordinaria stagione, presentando sessanta pezzi di altissima qualità prodotti dalle botteghe artigiane di Milano, dalla seconda metà del Trecento - quando emerge, tra le personalità al servizio dei Visconti quella del miniatore Giovannino De Grassi - fino alla fine del Quattrocento, quando lavora Caradosso Foppa, orefice di fiducia di Ludovico il Moro, ampiamente elogiato tra gli altri da Benvenuto Cellini. Testi di: Michela Barbot, Paolo Bensi, Paolo Biscottini, Anna Melograni, Lucia Miazzo...
Gioiello-Italia. Materia tecnica arte tra antico e moderno. Ediz. italiana e inglese Venturelli P. (Cur.) - Silvana, 2025 - Arti Applicate
Il Museo del Gioiello di Vicenza, l'unico in Italia interamente dedicato al gioiello, propone nei suggestivi spazi della Basilica Palladiana una selezione dei gioielli e delle lavorazioni più rappresentativi del panorama orafo italiano. Con la nuova mostra, ideata e curata da Paola Venturelli, il Museo inaugura un nuovo corso. Di straordinario rilievo per la qualità e il fascino iconico delle opere in esposizione e delle collaborazioni messe in atto con Musei e Fondazioni, la mostra del biennio 2025-2027 evidenzia l'eccezionalità del gioiello italiano. Circa 150 opere, tra pezzi singoli e parure, borsette e trousse, un magnifico stipo e piccoli contenitori, tre dipinti e due ceramiche apule del 330-310 a.C., ritmano un percorso, cronologico e tematico al contempo.