Libri di Lauro Venturi
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L'ultima nuvola Venturi Lauro - Kimerik, 2018 - Kimera
Riccardo, un manager di mezz'età, s'arrampica sul pennone del traghetto per lanciare un grido che è quasi un'invocazione: "Terra! Terra!". Una volta sbarcato a Portoferraio, viene consegnato ai Carabinieri, ma decisivo è l'incontro con il professor Mariotti. Grazie a questo psicoterapeuta di grande umanità, Riccardo avvia un percorso di autocoscienza e guarigione: ripercorre la sua carriera a Londra, lanciata verso promettenti sviluppi ma compromessa dalla nomina di un Amministratore Delegato insipiente e geloso dei successi altrui. Comincia così a risentire dello stress maturato e anche il rapporto con la moglie entra in crisi. Durante i colloqui con il professor Mariotti, il protagonista si prepara a una nuova partenza, consapevole che la speranza, pur non garantita, è comunque possibile perché le nuvole non sono il cielo. Il fil rouge del libro è senza dubbio l'indignazione quasi adolescenziale per le ingiustizie. Non solo sul lavoro, perché, con un originale escamotage narrativo, l'incontro con il padre di Alessandro - un vecchio partigiano - e quello con un giovane carabiniere diventano il pretesto per commoventi pagine sulla Resistenza e sul drammatico G8 di Genova, sostanziando che la scelta tra rassegnarsi o reagire rimane sempre e comunque una responsabilità individuale. L'ultima nuvola racconta anche di grandi amicizie e buona tavola, di tanghi appassionati, di amori complicati e di calde giornate di mare.
L'ultima nuvola Venturi Lauro - Kimerik, 2008
Tutto è racchiuso in una immagine. Il traghetto, alla fine di settembre, porta turisti verso l'ultimo scorcio di stagione propizia al mare e alla vacanza. Sta avvicinandosi a Portoferraio. Un ragazzino alza lo sguardo: "Sul pennone centrale, quello con le bandiere dell'Italia e dell'Europa ed il radar JRC, sta abbarbicato un signore di mezza età, lungo e magro, con un pizzetto appena accennato". "Quel signore sono io, Riccardo Paoletti": il protagonista prende subito in mano la narrazione, se ne appropria senza remore. Mosso dall'urgenza, rivolgendosi a noi così come si rivolge al terapeuta che lo assiste, ci parla di sé, dei suoi dolori e della sua 'malattia'. La 'malattia' di un manager schiacciato dalla competizione e dai 'modelli di business'. Riccardo è stato, e forse è ancora, un "alcolizzato da lavoro". E un uomo inaridito, impoverito, incapace di osservare il mondo, di leggerlo. Incapace di prendersi tempo per vivere. Un uomo deprivato, vittima della carenza di rapporti umani che spesso domina negli ambienti di lavoro. Il lavoro, in particolare il lavoro del manager in carriera, hanno portato Riccardo su una cattiva strada, una strada che sembra senza via di uscita. Lontano dalla famiglia, dagli affetti, dalla stessa personale storia di vita.