Libri di Georges Vigarello
Bibliografia di Georges Vigarello: tutti i libri in vendita online editi da Marsilio
Il sano e il malato. Storia della cura del corpo dal Medioevo a oggi Vigarello Georges - Marsilio, 1996 - Saggi. Critica
L'arte di prolungare la vita, la sconfitta della sofferenza, la preoccupazione per la propria salute, la cura del corpo, l'atteggiamento preventivo verso la malattia non sono stati inventati dal mondo contemporaneo, ma affondano le radici nella tradizione. La storia della cura del corpo è "una storia dispersa e eterogenea" perché diverse sono le pratiche che essa assume e varie, sfaccettate, complesse sono le inquietudini che le circondano, al limite della dispersione e della sconnessione o addirittura dell'incoerenza. Vigarello traccia un percorso di notizie, curiosità, elementi apparentemente privi di relazioni tra loro dal medioevo ai nostri giorni.
Lo sporco e il pulito. L'igiene e il corpo dal Medioevo a oggi Vigarello Georges - Marsilio, 1996 - I Tascabili Marsilio
"Lo storico francese ha ricostruito i mutamenti susseguitisi nell'uso dell'acqua e della biancheria, a misura che essi riflettono una storia più ampia e complessa, quella del progressivo affinamento dei modelli di comportamento, nonché dell'affermazione di propri spazi privati di vita. Se la società di corte aveva esaltato mediamente il lindore della biancheria, i criteri aristocratici dell'appartenenza e dello spettacolo... la società borghese fece valere l'idea della pulizia come fattore di vigoria fisica e demografica della collettività". (V. Castronovo)
Storia della violenza sessuale. XVI-XX secolo Vigarello Georges - Marsilio, 2001 - Saggi. Il Corpo E L'anima
Una storia della violenza sessuale che illustra a un tempo la nascita di una visione del soggetto e quella della sua intimità. Essa mostra l'antica difficoltà di saper misurare l'autonomia di una persona e di come si sia perpetuata la necessità di attestarsi ai fatti materiali per riconoscerla. La storia dello stupro è anche quella degli ostacoli che si frappongo al legame da sempre istituito fra la persona e i suoi atti: il riconoscimento che il soggetto può essere "assente" dai gesti che è condannato a subire presuppone infatti l'esistenza di una coscienza distinta da ciò che fa.