Libri di Daniele Vignali
Bibliografia di Daniele Vignali: tutti i libri in vendita online editi da Armando Editore
Ontologia dell'istruzione Vignali Daniele - Armando Editore, 2025 - Scaffale Aperto
"L'Ontologia dell'istruzione" si propone di scandagliare, impudentemente, le radici prime e i fondamenti su cui poggia il problematico, complesso e multiforme fenomeno comunemente definito istruzione. Accostare l'ontologia all'istruzione significa, in via prioritaria, porsi il gravoso quesito relativo all'identità dell'istruzione, nonché quello relativo al significato del suo essere (esistere) e alla sua modalità di esistenza. Quali sono, quindi, i criteri di esistenza dell'istruzione? In quali circostanze sussiste, quali sono i suoi limiti e confini? Si è partiti dalla considerazione che, oltre a essere necessario, sia ancora possibile un cambiamento, ma non esiste possibile cambiamento che non poggi su un riconoscimento, su una presa di coscienza che sia, prima di ogni altra cosa, un atto di autocoscienza. L'opera passa dalla trattazione del "mal di scuola", ossia del malessere che si vive nella scuola e per la scuola, alla definizione di un'autentica comunicazione e azione di natura pedagogica, per giungere successivamente alla caratterizzazione dell'istruzione e alla definizione delle peculiarità della funzione docente.
I sofisti Vignali Daniele - Armando Editore, 2006
I sofisti - Armando Editore
Racconti insensati Vignali Daniele - Armando Editore, 2026 - Narrare
I racconti insensati mettono in scena la condizione umana nella sua disillusione più autentica: narrazioni provocatorie, visionarie e volutamente destabilizzanti, che rifiutano ogni senso imposto e invitano il lettore a smarrirsi. Tra pagliacci incapaci di ridere, uomini di successo disincantati, filosofi in viaggio con prostitute e individui affetti da "malattie ontologiche", si snodano storie simboliche e surreali, specchi di un'esistenza fragile e contraddittoria. In questo percorso onirico, il lettore è chiamato a camminare accanto ai personaggi, scoprendo che, se un senso esiste, non è una meta, ma il viaggio stesso: una ricerca dolorosa e mai definitiva.