Libri di Villani
Bibliografia di Villani: tutti i libri in vendita online editi da Futura Editrice
I ragazzi del professore. Il filo rosso delle lotte per la democrazia in terra di lavoro e nel mezzogiorno Villani Adolfo - Futura Editrice, 2014 - Storia E Memoria
Il libro ripercorre i passaggi fondamentali della storia economica, politica e sociale di Terra di Lavoro del secolo scorso. Attraverso passaggi storici e trasformazioni sociali si svolgono le vicende di un nucleo di classe dirigente del Partito comunista e della Cgil che si forma in quel crogiuolo di umanesimo e di socialismo che è la scuola di una personalità suggestiva dell'antifascismo campano come Alberto Iannone. Il "professore", come lo chiamano a Capua, nonostante le persecuzioni del regime, insieme alla moglie Margherita tesse i rapporti con la rete clandestina del Pci, partecipa alla redazione e alla stampa dell'unico giornale di opposizione diffuso in tutta la Campania, "Il Proletario", tiene accesa la fiaccola delle idee di giustizia e di libertà tra i giovani e, attraverso le sue lezioni private, l'unico lavoro che gli è permesso, forma una parte importante della classe dirigente del dopoguerra della sinistra di Terra di Lavoro. Dopo la sua prematura e tragica morte i giovanissimi allievi ne raccolgono l'eredità culturale e politica e partecipano al processo di ricostruzione della democrazia e del paese. Attraverso la storia familiare e politica dei protagonisti emerge il filo rosso che lega le lotte per la democrazia del secolo scorso alle tendenze più avanzate della stagione risorgimentale.
La crisi la sinistra l'Europa. Ricongiungere politica e potere per uscire dal caos globale Villani Adolfo - Futura Editrice, 2016 - Saggi
La sinistra è in declino. Delineare un nuovo orizzonte che la rilanci come forza di governo dell'attuale passaggio d'epoca sembra una missione impossibile. È prioritario comprendere le cause della grande recessione dei 2008/2009, figlia del ciclo neoliberista iniziato nel corso degli anni settanta proprio grazie alla sconfitta del movimento operaio. L'autore propone perciò una riflessione sul rapporto tra crisi economica, crisi ecologica, bolla finanziaria, crescita delle disuguaglianze e decadenza dello Stato. Ne emerge il limite di una sinistra che ha pagato la mancanza di una strategia di trasformazione dello Stato che consentisse al compromesso keynesiano di tenere il passo dell'inevitabile processo di globalizzazione. L'inadeguatezza del vecchio ordine internazionale ha prodotto il dominio della grande finanza e delle multinazionali. Le conseguenze si sono rivelate devastanti. Il mondo pare condannato a una stagnazione secolare: una crescita debole e fragile, che non produce piena occupazione, permanentemente esposta a rischi rilevanti. La sinistra può rialzarsi se si propone come la forza che vuole ricongiungere politica e potere, attraverso la costruzione di uno Stato di dimensioni europee e una nuova politica della Moneta, al servizio non solo del sistema finanziario e del mercato, ma anche di un intervento pubblico orientato a una ristrutturazione ecologica dell'economia e alla lotta alle disuguaglianze.
L'ufficiale e il comunista. La vicenda di Francesco e Peppino Capobianco Villani Adolfo - Futura Editrice, 2018 - Storia E Memoria
La vicenda di Francesco e Peppino Capobianco - padre e figlio, l'ufficiale e il comunista - è emblematica di quel conflitto generazionale che segnò il complesso passaggio dal fascismo alla Repubblica, per divenire poi uno dei tratti peculiari e costanti di gran parte della seconda metà del secolo scorso. Gaeta, splendida città della riviera di Ulisse, appena assegnata per diretto volere del duce Benito Mussolini alla provincia di Roma dopo la soppressione di Terra di Lavoro nel 1927, ne è la principale cornice. La città, dopo aver perduto il ruolo di fortezza del Regno meridionale, attraverso trasformazioni urbanistiche, l'insediamento di una grande vetreria, il rilancio delle attività portuali e la costruzione della città giardino di Serapo, tenta in quegli anni la strada di un nuovo sviluppo fondato sulle risorse del territorio. Ma lungo il faticoso percorso incontra la guerra e la spietata occupazione tedesca che si scatena contro i militari italiani e la popolazione civile in un punto strategico della linea Gustav dopo l'8 settembre 1943. Qui Francesco Capobianco - un ufficiale del Regio esercito, pluridecorato della Grande Guerra, che sceglie a rischio della vita di rimanere fedele al Re - e il figlio Peppino - studente eccellente dall'animo generoso e sensibile - vivono il calvario patito dalla popolazione di Gaeta dopo l'Armistizio; i due riescono a salvarsi con una fortunosa fuga via mare il 17 marzo del 1944, dopo mesi trascorsi sulle montagne tra rifugi di fortuna e inaudite sofferenze. Un'esperienza dura e traumatica che accrescerà la stima reciproca tra padre e figlio ma, al tempo stesso, creerà le premesse di un lungo e doloroso conflitto familiare. Entrambi, infatti, vivranno con estremo rigore, coerenza e determinazione le opposte scelte di vita e i diversi modi di concepire la società nell'Italia liberata.