Libri di Nicola Vitale
Bibliografia di Nicola Vitale: tutti i libri in vendita online editi da Stampa 2009
Baci fuori bersaglio. Poesie 2017-2024 Vitale Nicola Cucchi M. (Cur.) - Stampa 2009, 2025 - La Collana
Dopo la pubblicazione di "Chilometri da casa" (Mondadori, 2017), Nicola Vitale riappare con un'opera che lo conferma figura tra le più rilevanti di una generazione. "Baci fuori bersaglio" ci si offre nei vari percorsi in cui si esprime e manifesta una pervasiva inquietudine esistenziale, nel corpo di una parola che perlustra momenti molteplici dell'"illusorietà dell'esserci", di convinzioni e rappresentazioni, di una coinvolgente linearità espressiva, a volte limpida a volte ombrosa, rarissima nella poesia dei nostri ultimi decenni. Eccolo allora muoversi con naturalezza tra momenti di un reale, che rivelano un senso di articolata complessità, introducendo umane figure, paesaggi, monti o «sterminate città». Il tutto nella memoria e nello «spettacolo / del mondo» e del regno animale, nel manifestarsi di quella «inesauribile tautologia / delle cose / che sono come sono». Si avverte l'imporsi di un pensiero sempre attivo, pur «nell'anfiteatro del nostro cuore», tra guerra e pace, nella quotidianità e nella storia, con diversi risvolti che vanno dal tema dell'amore alla vissuta segregazione dovuta al virus.
La forma innocente Vitale Nicola Cucchi M. (Cur.) - Stampa 2009, 2001 - La Collana
La forma innocente, secondo libro di Nicola Vitale, è stato scritto tra l'82 e il '97, e nelle quattro parti in cui è articolato si presenta come un'ulteriore e sempre persuasiva perlustrazione in territori tipici della sua poesia. Vitale ha il pregio - molto raro - di uno stile e di una voce immediatamente riconoscibili e originali, che si evidenziano nella lenta pacatezza del suo dire, nell'incedere assorto e attento della parola. E in questo movimento calmo, delicato, spesso rischiarato dalla bianca luce di un sole estivo, Vitale cerca «il fondo delle prime cose», e cerca i punti di più profonda somiglianza tra se stesso e le cose. L'innocenza di questa poesia si esprime nella possibilità di vedere il mondo nell'elementare semplicità, docile e misteriosa delle cose, nel susseguirsi delle stagioni, nell'adombrato contrasto tra natura e città, nella trasparente nostalgia degli affetti. Il tono tende a un movimento apparentemente regressivo, alla riconquista di quella stessa innocenza che ci restituisce un mondo come trasfigurato e accarezzato nella mente con un desiderio di armonia, di piena e a volte solenne apertura della coscienza.