Libri di Volpi
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I rapporti tra Stato e Regioni nella pandemia e le prospettive dello Stato regionale Volpi M. (Cur.) - Il Mulino, 2024 - Percorsi
Lo Stato regionale italiano ha attraversato diverse fasi senza approdare a un assetto stabile. La pandemia ha messo in luce la carenza di efficaci meccanismi di leale collaborazione e ha prodotto contrasti tra il Governo e alcune Regioni sui quali è intervenuta anche la giurisprudenza costituzionale. L'analisi del rapporto tra legislazione statale e legislazione regionale sottolinea l'intervento del giudice delle leggi con forti margini di libertà di apprezzamento derivante dall'incertezza del modello regionale. Continua a fare difetto una visione di insieme dello Stato regionale che faccia tesoro dell'analisi comparativa e di un'esperienza come quella tedesca di federalismo cooperativo e fondata su un assetto flessibile del riparto delle competenze. La riforma del Titolo V ha introdotto novità importanti, ma anche elementi di incertezza che hanno giustificato l'attività di «supplenza» della Corte costituzionale. Oggi la prospettiva dell'autonomia differenziata suscita preoccupazioni per un approccio di tipo divisivo e fondato su intese quasi privatistiche tra Regioni e Governo difficilmente reversibili. Diversi sono i punti di vista sul futuro: da un lato si sostiene la necessità di una «riforma della riforma» (su autonomia differenziata, riparto delle competenze, clausola di supremazia), dall'altro si mette l'accento sulla attuazione di un sistema organico di redistribuzione delle risorse e di una rappresentanza delle Regioni a livello centrale. In questo quadro assume particolare rilevanza la tutela della salute che richiede politiche e strutture centrali volte a ridurre le distanze tra i servizi sanitari regionali.
Istituzioni e sistema politico in Italia: bilancio di un ventennio Volpi M. (Cur.) - Il Mulino, 2015 - Percorsi
Costituzionalisti e politologi si interrogano sulle vicende degli ultimi venti anni di vita politico-istituzionale italiana, con le sue aspettative in gran parte frustrate e i suoi miti spesso sfociati in esiti diversi da quelli auspicati, e sulle riforme necessarie. La Costituzione deve essere oggetto di una "manutenzione" che ne faccia salvo l'impianto di fondo o va radicalmente modificata? E la forma di governo più adeguata è quella parlamentare con le opportune razionalizzazioni o quella incentrata su un capo del potere esecutivo eletto direttamente dal popolo? In questo quadro il ruolo del Presidente della Repubblica è sfociato in un presidenzialismo di fatto o in una sovraesposizione politica che non ha travolto il modello costituzionale? Il sistema elettorale attualmente in discussione è innovativo o ripercorre strade discutibili volte a produrre maggioranze certe ma artificiali? Il populismo, che ha caratterizzato la realtà europea, è deperito in Italia con la crisi della cosiddetta "Seconda Repubblica" o ha trovato nuova linfa e nuovi interpreti, anche grazie alla trasformazione dei partiti in partiti personali al servizio di un leader? E quale può essere la via di uscita da questa situazione? Un assetto di tipo personalistico e decisionista o la ricostruzione di una politica rappresentativa delle esigenze sociali e fondata su nuove forme di partecipazione popolare?
Le biotecnologie: certezze e interrogativi Volpi M. (Cur.) - Il Mulino, 2001 - Percorsi
Le biotecnologie: certezze e interrogativi - Il Mulino