Libri di Wilkinson

Bibliografia di Wilkinson: tutti i libri in vendita online editi da Feltrinelli

Nata nel 1954 a Milano, la Feltrinelli editore è una delle principali, e più conosciute, case editrici italiane. Il suo fondatore fu Giangiacomo Feltrinelli, che qualche anno prima aveva già istituito la Biblioteca “G. Feltrinelli”, atta allo studio della storia contemporanea e dei movimenti sociali, che diventò poi Fondazione. La casa editrice vera e propria sorse successivamente alla scomparsa della Cooperativa del Libro Popolare, da cui ereditò una collana prestigiosa, ancora oggi tra le più rinomate del panorama editoriale italiano: la Universale Economica. Giangiacomo Feltrinelli riuscì nel suo intento di “combattere le ingiustizie e cambiare il mondo con i libri”, pubblicando volumi che suscitarono scalpore, mossero profondamente l’opinione pubblica e le coscienze dei lettori. Per la prima volta vennero pubblicati autori del terzo mondo, completamente sconosciuti e su cui l’editore scommise, romanzi di letteratura politica, racconti che fecero scandalo, come, ad esempio, quelli di Henry Miller, o due capolavori internazionali come il Dottor Zivago di Pasternak e Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa  Oltre alla storica collana, attualmente il Catalogo Feltrinelli Editore presenta una sezione dedicata agli Audiolibri Emons Feltrinelli, la Biblioteca di Musica, i Campi del Sapere, i Canguri Feltrinelli e Le Comete Feltrinelli, gli Eredi e gli Zoom flash, la collana FoxCrime dedicata ai thriller, la Feltrinelli Fuochi, le Grandi Letture Feltrinelli, le Nuvole, Real Cinema e Laeffe film festival dedicate al cinema, Kids e Kids Babù dedicate ai più piccoli, i classici Narratori Feltrinelli, le Feltrinelli Rough Guides per le guide turistiche, la Serie Bianca, la Vintage, la Super Universale Economica e la Universale Economica dedicata ai Classici.
L'equilibrio dell'anima. Perché l'uguaglianza ci farebbe vivere meglio libro
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LIBRO   9788807173547

L'equilibrio dell'anima. Perché l'uguaglianza ci farebbe vivere meglio Wilkinson Richard  Pickett Kate   -  Feltrinelli, 2019  -  Serie Bianca

Perché le malattie mentali sono più diffuse in Gran Bretagna che in Germania? Perché gli americani tendono a sviluppare la dipendenza dal gioco tre volte più dei danesi? Perché il benessere infantile è inferiore in Nuova Zelanda rispetto al Giappone? Uno studio sconvolgente dimostra che la risposta a tutte queste domande è la disuguaglianza. Sono passati dieci anni dalla "Misura dell'anima", la rivoluzionaria ricerca con cui Richard Wilkinson e Kate Pickett spiegarono che gli abitanti delle società con le più grosse sperequazioni dei redditi tra ricchi e poveri hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi sanitari e sociali rispetto a quanti vivono nelle società più eque. Oggi il mondo è cambiato e gli effetti dell'iniquità sono sempre più profondi. La distanza che separa ricchi e poveri aumenta, la tendenza a valutare noi stessi e gli altri in termini di superiorità e inferiorità si diffonde. La condizione sociale è strettamente legata al livello di stress, all'ansia e alla depressione. L'equilibrio dell'anima si concentra sull'effetto che le condizioni materiali hanno su ciascuno di noi, sul modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo, perché la disuguaglianza ha conseguenze psicologiche profonde. La disuguaglianza ci colpisce nell'anima.

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LIBRO   9788807723933

La misura dell'anima. Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici Wilkinson Richard  Pickett Kate   -  Feltrinelli, 2012  -  Universale Economica. Saggi

È la diseguaglianza la madre di tutti i malesseri sociali. In una società c'è più violenza, più ignoranza, maggiore disagio psichico, orari di lavoro infiniti? Ci sono più malati, più detenuti, più tossicodipendenti, più ragazze-madri, più obesi? All'origine di questo alto tasso di infelicità ci sarà con ogni probabilità un maggior divario tra ricchi e poveri, una maggiore diseguaglianza. Lo dimostrano, cifre alla mano, gli autori di questo libro che è già un caso in Inghilterra. Non è l'ennesima riproposta di un astratto ideale egualitario di matrice socialista. Piuttosto, è il risultato di trent'anni di ricerche e comparazioni statistiche tra i dati raccolti in tutti i principali paesi sviluppati. Ne emerge un'inedita radiografia del mondo in cui viviamo. Siamo infatti abituati a pensare che la crescita economica abbia l'effetto automatico di rendere una nazione più sana e più soddisfatta. Ma oggi non è più così, perché i malesseri generati dalla diseguaglianza coinvolgono tutti: non solo i ceti più svantaggiati, ma anche quanti si collocano al vertice della scala sociale. La prospettiva aperta dal libro è chiara: se si vuole avviare un nuovo ciclo di crescita che ponga al centro la qualità della vita e non solo il Pil, occorre intervenire immediatamente per ridurre la forbice sociale cresciuta a dismisura tra anni ottanta e novanta. Occorre redistribuire reddito e opportunità prendendo ispirazione da Scandinavia e Giappone, esempi virtuosi di egualitarismo.

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LIBRO   9788807171802

La misura dell'anima. Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici Wilkinson Richard  Pickett Kate   -  Feltrinelli, 2009  -  Serie Bianca

E la diseguaglianza la madre di tutti i malesseri sociali. In una società c'è più violenza, più ignoranza, maggiore disagio psichico, orari di lavoro infiniti? Ci sono più malati, più detenuti, più tossicodipendenti, più ragazze-madri, più obesi? All'origine di questo alto tasso di infelicità ci sarà con ogni probabilità un maggior divario tra ricchi e poveri, una maggiore diseguaglianza. Lo dimostrano, cifre alla mano, gli autori di questo libro che è già un caso in Inghilterra. Non è l'ennesima riproposta di un astratto ideale egualitario di matrice socialista. Piuttosto, è il risultato di trent'anni di ricerche e comparazioni statistiche tra i dati raccolti in tutti i principali paesi sviluppati. Ne emerge un'inedita radiografia del mondo in cui viviamo. Siamo infatti abituati a pensare che la crescita economica abbia l'effetto automatico di rendere una nazione più sana e più soddisfatta. Ma oggi non è più così, perché i malesseri generati dalla diseguaglianza coinvolgono tutti: non solo i ceti più svantaggiati, ma anche quanti si collocano al vertice della scala sociale. La prospettiva aperta dal libro è chiara: se si vuole avviare un nuovo ciclo di crescita che ponga al centro la qualità della vita e non solo il Pil, occorre intervenire immediatamente per ridurre la forbice sociale cresciuta a dismisura tra anni ottanta e novanta. Occorre redistribuire reddito e opportunità prendendo ispirazione da Scandinavia e Giappone, esempi virtuosi di egualitarismo.

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