Libri di Nadia Zoli
Bibliografia di Nadia Zoli: tutti i libri in vendita online editi da Il Ponte Vecchio
Pozzanghere in affitto Zoli Nadia - Il Ponte Vecchio, 2021
Scrive Nadia Zoli nella sua nota introduttiva che "Pozzaghere in affitto" «è la storia di un luogo diviso in due paesi: uno grigio, dove si scrive sui muri, dove si barcolla dalla fame, e uno bianco, dove esistono ancora le cose belle, dove i piedi affondano nell'erba fresca»: una splendida sintesi, perché in un giro breve le parole dicono per intero quale sia lo spirito del racconto, tra rendiconto veristico e fuga in un mondo altro, vicinissimo e remoto, capace di darci il senso del vivere, come una nuova ed aspra parabola, genere - come sappiamo - non a caso destinata a svelare il vero mediante le trame di un racconto esemplare.
Le nuvole non hanno ossa Zoli Nadia - Il Ponte Vecchio, 2019 - Romandíola
"Sappiamo tutti di quale straordinaria, inimitabile materia si sostanzi l'adolescenza, età nella quale definiamo una volta per sempre quel che per sempre saremo, sorgente della nostra visione del mondo, del meccanismo dei nostri sentimenti, delle attese e delle speranze di chissà quale luminoso futuro. Di questa età inimitabile [...] Nadia Zoli snoda il gomitolo d'oro di una tenera storia d'amore, incantata e tremante, come l'amore sa essere in quelle ore sorgive della nostra vita più vera: l'amore che nasce per la meraviglia della bellezza che sempre ci affascina e più ancora per le vie multiformi e segrete della consonanza. Ma il racconto anche rappresenta la trepidazione delle attese, il sogno della vita che sarà, la certezza e la consolazione della eternità del sentimento. Né manca la celebrazione del valore dell'amicizia, talora problematica e segreta nel suo nascere e nel suo dispiegarsi, né la catastrofe che per sempre annichila le promesse e le attese e solo lascia la scia comunque inestinguibile della perdita." (dalla presentazione di Roberto Casalini)
Io sono Maggie Wolf. Una storia forlivese Zoli Nadia - Il Ponte Vecchio, 2016
"... si guardavano le vetrine nel girotondo della piazza, le vetrine dell'ultima moda e, per finire il pomeriggio, due chiacchiere sulle panchine di marmo proprio accanto alla statua di Aurelio Saffi in compagnia degli escrementi dei piccioni, mentre i piccioni giocavano con i bambini e mangiavano il loro pane nelle loro piccole dita e qualcuno cantava Romagna mia». Così leggiamo, quasi in apertura del libro, l'incipit di una storia che pare muoversi tra memorialistica e romanzo, tra immaginazione e verità, dolorosa nelle sue vicende, serena e persino ironica nelle pagine delle scoperte e delle fughe, felice nella sua conclusione: un romanzo di formazione nella Forlì dell'ultimo ventennio del Novecento, la storia di una giovane donna che, perduta nel bosco della vita, cerca la via della conoscenza di sé e dunque del riscatto. Scrive l'autrice: «Maggie è scesa dentro ad un pozzo e un rospo le corrode la vita, ma Laura non è l'indifferente, non è l'insegnante indifferent e, è lì, e riesce a prenderla per mano, riesce a farla respirare ed espirare... e camminare con le valigie pesanti." (R. C.)