Libri di Gianluca Abate Giulia Marziani
Bibliografia di Gianluca Abate Giulia Marziani: tutti i libri in vendita online di Genere Arti
Arte in circolo. Gabriele Simei, Francesco Patriarca Abate Giulia Marziani Gianluca - Carlo Cambi Editore, 2015
Come spiega Gianluca Marziani: "Due artisti, due personali ogni tre mesi: da una parte la pittura, dall'altra la fotografia. Un viaggio figurativo che è una sfida estetica tra linguaggi, tematiche e formule concettuali". Da una parte Gabriele Simei dialoga fluidamente con i materiali e la loro indole aperta. Parla in modo diretto, ma complesso, agli elementi fisici che diventano ingredienti elettivi della scultura. Nel farlo stabilisce una conversazione privilegiata tra il suo modus operandi e la radice plasmabile del metallo, del legno, del plexiglas... il colloquio che ne scaturisce indica un'attitudine alla manualità demiurgica, al rito plastico del modellare la base primordiale di una materia. Dall'altra Francesco Patriarca, il quale nasconde un processo artistico estremamente coerente ed unitario. Le singole opere agiscono, infatti, come tessere sagomate di un grande puzzle, che è l'artista stesso, la sua coscienza biografica, il suo universo di riferimenti metabolici. Dipingere su svariate superfici con tecniche diseguali significa proprio ricomporre una visione, organizzando l'impianto dello sguardo, la radice della molteplicità, l'imprinting della forma. Stesso discorso per i temi che l'artista affronta: sono cicli con una propria cronistoria, autonomi tra loro, eppure collegati da un identico sguardo metabolico, da un'attitudine che unisce contesti, visuali, interpretazioni.
Arte in circolo. Carlo D'Orta. Giacinto Occhionero Abate Giulia Marziani Gianluca - Carlo Cambi Editore, 2015 -
Come spiega Gianluca Marziani: "In uno dei più prestigiosi circoli sportivi italiani, dove la sfida tra giocatori diventa una sorta di codice etico per gli iscritti, arriva l'arte contemporanea con lo stesso spirito di un match tennistico. Due artisti, due personali ogni tre mesi: da una parte la pittura, dall'altra la fotografia. Un viaggio figurativo che è una sfida estetica tra linguaggi, tematiche e formule concettuali". Da una parte Carlo D'Orta, "biologo" del paesaggio contemporaneo, un ricercatore sottocutaneo che scava sotto il primo strato dell'apparenza urbana, dove le strutture diventano sinapsi architettoniche, dove i macroelementi richiamano il micromondo cellulare. Il suo occhio ragiona con un principio scientifico e un'attitudine pittorica, secondo equilibri complessi mai automatici, sul filo di una razionalità che interpreta i codici del reale, scovando l'ambiguità praticabile tra figurazione e astrattismi. Dall'altra Giacinto Occhionero, che procede nella sua indagine pittorica attraverso simboli inseriti allo scopo di catturare l'attenzione e la curiosità dell'osservatore secondo la metafora simbolista, surrealista e, in certi casi, preraffaellita. Nella rappresentazione dell'enorme albero di baobab, per esempio, l'artista rivisita la mitologia africana e la contestualizza nel mondo occidentale, industrializzato, abitato da un uomo ormai lontano dalla natura, e ci ricorda che le leggende ancestrali fanno parte dell'ellissi del nostro DNA.