Libri di Giuseppe Angelini
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Lettera viva. I vangeli e la presenza di Gesù Angelini Giuseppe - Vita E Pensiero, 1997 - Sestante
È possibile amare Gesù? Da questa domanda, di inusuale ed esigente schiettezza, prende le mosse il saggio di Angelini. L'interrogativo ha certo una sua pertinenza se si considerano i modi concreti di pensare e di vivere il cristianesimo in questo tempo. Occorre infatti riconoscere che oggi il cristiano comune fa fatica non solo ad amare Gesù, ma perfino a stabilire un rapporto effettivo con lui. Gesù sembra molto distante: un nome che indica una generica divinità o un personaggio da ammirare per il suo insegnamento e la sua coerenza. Ma se esiste un filo rosso che attraversa tutta la Scrittura, questo è l'invincibile desiderio che Dio ha di incontrare l'uomo "da cuore a cuore", come conviene all'amore. Gesù stesso nutre il medesimo desiderio, secondo la suggestiva immagine del libro dell'Apocalisse: "Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me". E perché questa porta si apra, e l'Ospite discreto si faccia realmente presente alla nostra vita prendendovi dimora, occorre permanere nella memoria dei gesti e delle parole di Gesù, quale è custodita dalle narrazioni evangeliche. L'intento di questo libro, insieme severo e promettente, è appunto di favorire una rinnovata lettura dei vangeli, ripercorrendone i principali nuclei tematici (annuncio del Regno, parabole, sequela dei discepoli, passione e risurrezione) alla luce di alcune affidabili acquisizioni della ricerca esegetica.
Il profeta ammutolito. Meditazioni su Ezechiele Angelini Giuseppe - Glossa, 2000 - Contemplatio
Il libro di Ezechiele è "difficile"; così spesso riconoscono gli esperti, così soprattutto constatano i cristiani che incautamente tentino di cimentarsi con esso. Oltre che difficile da comprendere in molte sue pagine ermetiche,esso appare spesso "freddo" come una pietra. La parola di Dio assume un suono deliberatamente freddo, perché nessuno si illuda; in quella parola non si può cercare una compensazione domenicale all'aridità feriale della vita. Occorre convertire la qualità di tutta la vita, perché la parola di Dio torni a essere un rimedio per il gelo di pietra che la minaccia