Libri di Cur Cappelletti Cur Cavazzini
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Alla ricerca dell'eternità. Dipingere sulla pietra e con la pietra a Roma. Itinerari. Ediz. a colori Cappelletti F. (Cur.) Cavazzini P. (Cur.) - Officina Libraria, 2022 - Guide
La tela come supporto pittorico a Roma venne adottata solo con una certa riluttanza e ancora nel Seicento non era universalmente adottata per le pale d'altare. Ad esempio, a questa data, tavole di cipresso erano previste nella cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo sia per l'altare di Annibale Carracci che per i laterali di Caravaggio. Dal 1530 e fino alla prima decade del Seicento moltissime pale a Roma, e quasi esclusivamente a Roma, furono invece dipinte su pietra, soprattutto su lavagna. L'invenzione della tecnica si deve a Sebastiano del Piombo che la impiegò nella sua monumentale Natività della Vergine per la cappella Chigi a Santa Maria del Popolo, terminata da Francesco Salviati. La consuetudine fu poi diffusa dal gran cardinale, Alessandro Farnese, e molte famiglie della sua cerchia la adottarono nelle cappelle destinate ad uso funerario. Il ricordo del terribile Sacco di Roma che nel 1527 aveva messo a ferro e fuoco la città li spinse infatti a cercare un supporto che durasse in eterno, supplendo alla fragilità di tavole e tele. In parte per lo stesso motivo, altre famiglie nelle loro cappelle evitarono l'uso della pittura, impiegando marmi colorati e mosaici per ottenere effetti pittorici. L'itinerario presenta una scelta delle più significative pale d'altare su pietra a Roma, che sono spesso difficili da riconoscere, e qualche esempio di cappelle in cui fu deciso di non adoperare la pittura: S. Marcello al Corso, S. Prassede, il palazzo dei Conservatori, S. Caterina dei Funari, il palazzo della Cancelleria e S. Lorenzo in Damaso, S. Pietro in Montorio sono tra i monumenti inclusi in questa guida.
In search of eternity. Painting on and with stone in in Rome. Itinerary. Ediz. a colori Cappelletti F. (Cur.) Cavazzini P. (Cur.) - Officina Libraria, 2022 - Guide
In search of eternity. Painting on and with stone in in Rome. Itinerary. Ediz. a colori - Officina Libraria
Meraviglia senza tempo. Gli studi dopo la mostra. Atti del Convegno di studi (Roma, Galleria Borghese, 2023). Ediz. a colori Cappelletti F. (Cur.) Cavazzini P. (Cur.) - Mandragora, 2024
Il volume dà conto della giornata di studio che si è tenuta a conclusione della mostra "Meraviglia senza tempo" allestita presso la Galleria Borghese (25 ottobre 2022-29 gennaio 2023) e ideata a partire dalla collezione del museo. In questo contesto, i materiali, la loro ricerca, la loro lavorazione, le interazioni tra i vari artigiani responsabili dei supporti pittorici e delle cornici sono stati oggetto di vari studi e di questi saggi. L'uso pittorico della pietra, così frequente nelle architetture romane dal tardo Cinquecento, è stato esaminato in relazione alla sfarzosa cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, edificata per volontà di Paolo V. Inoltre, si è indagata l'origine della pittura su pietra che non può più essere datata intorno al 1530, come spesso si è sostenuto, ma a prima del Sacco di Roma del 1527, forse già nel 1522, quando Sebastiano del Piombo aveva previsto di dipingere la pala d'altare della cappella Chigi a Santa Maria del Popolo su conci di peperino. Se pochissimi pittori si specializzarono in questo genere artistico, molti lo praticarono in modo occasionale; la disponibilità locale di certe pietre e la specializzazione di alcuni artigiani nel lavorarle hanno significativamente condizionato le loro scelte. Negli anni venti in area veneta la passione per i supporti lapidei andò tramontando; nella Roma barberiniana invece la produzione di dipinti su pietra per una clientela raffinata passò nelle mani di gioiellieri che lavoravano lapislazzuli e ametiste, mentre l'alabastro fu destinato a un collezionismo minore. In questo infinito gioco offerto dalle pietre è difficile sottrarsi al loro fascino: per Roger Caillois sono segnali di una "bellezza primigenia, più vasta di quella intuibile dall'uomo". Alchimia, magia, fede e scienza ci aiutano a penetrare nel loro mondo e a svelare i sottili intrecci tra natura e arte, tra sustrato e soggetto rappresentato.