Libri di Marco Cappelli
Bibliografia di Marco Cappelli: tutti i libri in vendita online di Genere Storia D Europa
Quando Venezia distrusse l'Impero romano. 1204. La crociata dei bugiardi contro Costantinopoli Cappelli Marco - Solferino, 2025 - Saggi
1204: Costantinopoli, la regina delle città, brilla ancora della gloria dell'Impero romano. Sulle sponde del Bosforo, trecentomila anime fanno di Nuova Roma la più ricca e potente delle metropoli del Mediterraneo, quasi un'arca dell'antichità trasportata nel cuore del Medioevo. Eppure, da decenni il potere dell'Impero romano è in declino: i Turchi minacciano le sue frontiere orientali, le crociate ne hanno scalfito l'autorità, le guerre civili ne hanno scosso le fondamenta. Venezia, il suo lontano avamposto nelle lagune dell'Adriatico, ormai domina i mari in modo indipendente. Quando però Papa Innocenzo III decide di indire l'ennesima crociata per recuperare il Santo Sepolcro, nessuno a Costantinopoli può immaginare cosa è in procinto di accadere. Venezia non porterà l'armata dei barbari crociati a Gerusalemme, ma sotto le imponenti mura teodosiane, che da otto secoli proteggono la capitale dei Romani. Al comando della flotta veneziana ci sarà Enrico Dandolo, formidabile novantenne, cieco e geniale, determinato a fare della sua Serenissima Repubblica una grande potenza. Questa è la storia di come il tradimento, il fato, le bugie e l'ingordigia fecero piovere rovina sulla città imperiale, inaugurando ottocento anni di recriminazioni tra l'Occidente cattolico e l'Oriente ortodosso.
La guerra in terra di Russia di uno stagnino di Marradi. Da interviste a Cappelli Domenico caporal maggiore del corpo di spedizione italiano in Russia... Cappelli Marco - Photocity.It, 2013
"I fatti che gli erano successi nella guerra di Russia, mio padre, me li ha raccontati fin da bambino. Ricordo che non camminavo ancora quando la sera, prima di dormire, mi portava nel suo letto e mi parlava di battaglie, di carri armati, di cannoni e mitragliatrici. Mi parlava di sciatori con il mitra e di cosacchi a cavallo con il loro cappello. Cappello che lui, al ritorno dalla guerra, ha portato tutti gli inverni, per tutta la vita. Mi piacevano tanto le azioni del suo battaglione, quello dei lanciafiamme, che aspettavano, nascosti ai bordi della strada, i carri armati dei nemici poi, al segnale del capo, riempivano l'aria di fuoco, bruciavano l'ossigeno e i russi, per non morire soffocati, uscivano con le mani alzate. Ero affascinato da questi racconti, li volevo ascoltare tutte le sere. Mio babbo vinceva sempre, ero orgogliosissimo di lui, lo raccontavo a tutti e mi piaceva farmi grande con gli altri bambini. Poi una sera mi disse che aveva perso la guerra, mi disse che gli italiani ne avevano buscate tante ed erano stati sconfitti, annientati. Il Corpo di Spedizione Italiano (C.S.I.R.) di battaglie in Russia ne aveva vinte tante davvero..."