Libri di Giuseppe Carrisi
Bibliografia di Giuseppe Carrisi: tutti i libri in vendita online di Genere Problemi E Servizi Sociali
Kalami va alla guerra. I bambini soldato Carrisi Giuseppe - Ancora, 2006 - Frontiere
L'opera affronta la terribile piaga costituita dall'incremento dell'utilizzo dei minori in contesti di guerra. È un testo aggiornato, completo di tabelle informative, basato su interviste e testimonianze inedite, dal taglio giornalistico. L'opera analizza aspetti del fenomeno poco esplorati (la sorte delle "bambine soldato", ancora peggiore di quella dei loro "colleghi" maschi) o del tutto originali nella trattazione classiche del tema (i bambini-kamikaze utilizzati dai terroristi islamisti).
La fabbrica delle prostitute. Un viaggio nel mercato criminale del sesso Carrisi Giuseppe - Newton Compton, 2011 - Controcorrente
Le donne arrivano in Italia con la promessa di un lavoro, portando il peso di un grosso debito da saldare: la somma altissima che devono restituire a chi le ha traghettate verso l'inferno della prostituzione. E una nazione all'avanguardia, la nostra, nel redditizio mercato dei bassi istinti. Il primo anello della catena criminale si aggancia ai Paesi di provenienza: malattie, fame, miseria, magia nera, occultismo, tutto contribuisce a lubrificare questa gigantesca macchina del denaro. Giuseppe Carrisi, con un'inchiesta precisa e rigorosa, analizza in tutta la sua crudezza il business della prostituzione, svela i legami tra mafia nigeriana, camorra e altre organizzazioni criminali della scena internazionale e ci fa scoprire le storie disperate di ragazze come Amina, che attraverso queste pagine racconta in prima persona il suo calvario: dai riti voodoo che ha dovuto subire, al viaggio nel deserto fino alla Libia, dove ha trovato un gommone pronto a partire verso l'Italia...
Gioventù camorrista Carrisi Giuseppe - Newton Compton, 2010 - Controcorrente
Francuccio ha 15 anni e vive in uno dei quartieri di Napoli dove la camorra, "'o Sistema", la fa da padrona. E dove, attraverso le sue leggi non scritte, i suoi codici d'onore, identità e linguaggi, è riuscita a imporre una sottocultura criminale che ha scavato un solco profondo nelle vite dei giovani, ragazzi e ragazze, lasciando intatta una tragica e violenta esaltazione della propria individualità. Nel dedalo di vicoli nascosti, nello squallore dei "bipiani", lungo il muro di ferro e cemento della tangenziale, in questa periferia dimenticata da Dio e dagli uomini, Francuccio e i suoi amici (lo Scuro, Sasà, Vincenzo, Romina, 'O Barone e tanti altri ancora) si misurano con una feroce realtà fatta di scippi, rapine, spedizioni punitive, prevaricazione, odio, solitudine, abbandono. Questi giovani sopravvivono a loro stessi sfidando ogni giorno la morte, e non sempre riescono a vincere. Perché, prima o poi, ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato e, a 16 anni, come è successo a Mariano, hai solo il tempo di chiamare tua madre per salutarla: "Ciao mamma, mi hanno sparato. Ti amo, perdonami".