Libri di Cur Di Raddo
Bibliografia di Cur Di Raddo: tutti i libri in vendita online di Genere Arti
Astratte. Nuove ricerche sull'astrazione delle donne tra avanguardia e neoavanguardia in Italia Di Raddo E. (Cur.) Trevisan B. (Cur.) - Electa, 2024 - Saggi
La storia dell'arte astratta nel periodo delle avanguardie è stata una vicenda sostanzialmente al maschile. Le poche donne coinvolte erano in gran parte legate agli artisti uomini e, nonostante il grande impegno in privato, solo raramente avevano visibilità negli eventi pubblici. Solo da qualche decennio si sono moltiplicate le occasioni di valorizzazione e rilettura critica dell'arte realizzata dalle artiste, soprattutto in relazione al loro impegno esplicito o implicito nel femminismo. Meno indagata è però l'attività delle artiste che hanno contribuito al linguaggio dell'arte astratta e quindi meno direttamente implicate nelle rivendicazioni femministe. Questa "dimenticanza" nei confronti dell'"altra metà dell'astrazione" si somma pertanto al ritardo con cui l'arte astratta è stata studiata dalla critica, specialmente in ambito italiano. Il volume raccoglie una serie di studi che si pongono l'obiettivo di colmare questa lacuna, sia per far emergere artiste dimenticate, sia per offrire l'occasione di letture e riletture dell'astrazione in un panorama allargato.
Milano 1945-1980. Mappa e volto di una città. Per una geostoria dell'arte Di Raddo E. (Cur.) - Franco Angeli, 2016 - Imago/Studi Ist. Storia Dell'arte
Il periodo compreso tra il dopoguerra e la fine degli anni Settanta a Milano è contrassegnato da una serie di eventi che hanno trasformato completamente il volto della città. La ricostruzione post bellica, il fenomeno dell'immigrazione e il periodo delle bombe, solo per citare gli episodi più eclatanti, hanno segnato fortemente la città, la sua vita civile, il suo tessuto urbano. Tali sconvolgimenti hanno inevitabilmente avuto un corrispettivo anche nella vita culturale di Milano e nell'arte che in quegli anni, a sua volta, conosce altrettanti rivolgimenti a livello stilistico. Il volume, attraverso una serie di saggi frutto di un lavoro di ricerca di alcuni anni realizzato nell'ambito dell'insegnamento di Storia dell'Arte Contemporanea del Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell'Arte dell'Università Cattolica di Milano, approfondisce alcuni aspetti della vita culturale e artistica di Milano di quel periodo così turbolento. Dagli ambienti artistici dei caffè e delle trattorie di Brera degli anni Cinquanta alle fabbriche della periferia Nord di Milano e le vetrine dei negozi di design del centro nel boom economico degli anni Sessanta, ai centri sociali del Ticinese degli anni Settanta, il volume ripercorre le vie di una inedita geografia artistica della metropoli milanese, soffermandosi sui protagonisti e cercando soprattutto di dare una lettura critica dei problemi e dei fenomeni che hanno trasformato il volto della città moderna.
Gianni-Emilio Simonetti. Notizie dalla Zoé. Ediz. illustrata Di Raddo E. (Cur.) - A+Mbookstore, 2021
"Sognavamo una scienza del combattimento, eravamo convinti che la sperimentazione potesse diventare una forma del politico, materializzando nell'estetica la questione sociale." "Navigavamo tra Marx e Freud, maledivamo le guerre coloniali locali e l'imperialismo nordamericano, sognando le gelaterie dell'Havana. Intanto la cibernetica - così amata dal Club di Roma - mutava l'ordine generale delle cose promuovendo una nuova metafisica. Nella mondializzazione - come allora era chiamata la globalizzazione - aleggiava una nuova eugenetica che stava riscrivendo la relazione tra il vivente e la vita. L'ho capito con i capelli bianchi, avevamo l'immobilità dei viaggiatori sul marciapiede di una stazione al passaggio di un treno". Gianni-Emilio Simonetti è un artista che sfugge a categorie precostituite, anche a quelle della storia dell'arte. Protagonista negli anni Sessanta della "controinformazione" con la casa editrice ED912, ma, paradossalmente, ha dichiarato che in realtà la "controinformazione non esiste", anzi "non può essere". È una negazione che è al centro delle pratiche Fluxus, di cui è invece certamente stato, ed è tuttora, un protagonista.