Libri di Cur Ebert Schifferer

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Lumen, imago, pictura. La luce nella storia dell'ottica e nella rappresentazione visiva da Giotto a Caravaggio libro
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LIBRO   9788865573754

Lumen, imago, pictura. La luce nella storia dell'ottica e nella rappresentazione visiva da Giotto a Caravaggio Ebert-Schifferer S. (Cur.)  Roccasecca P. (Cur.)  Thielemann A. (Cur.)   -  De Luca Editori D'arte, 2018

In che modo la scienza della visione ha contribuito alla teoria e pratica della rappresentazione visiva? E, viceversa, in che modo la teoria e la pratica della rappresentazione pittorica possono aver contribuito allo sviluppo della scienza della visione e del visibile? La moderna definizione scientifica di immagine è il risultato della trasformazione del concetto di luce, avvenuta tra XIII e XIV secolo, per effetto di una lunga elaborazione delle esperienze fisiche che ha portato la luce ad essere riconosciuta come un fatto fisico. Nel XV secolo, l'immagine proiettata da un fascio di luce era compreso dai filosofi della natura come una "forma e colore" della luce emessa da quel corpo. Ma già all'inizio del XVI secolo, la consapevolezza degli effetti della proiezione luminosa su una superficie fu testimoniata con chiarezza da Leonardo da Vinci, che per primo paragonò alla pittura le forme e i colori delle proiezioni luminose su un foglio di carta. Johannes Kepler fu il primo ad elaborare, nel 1604, la distinzione teorica tra immagine reale (quella proiettata su un supporto) da lui chiamata "pictura", e quella virtuale chiamata "imago"; che non avendo supporto materiale rimane pura proiezione luminosa. Da questo percorso storico nasce il convegno interdisciplinare Lumen, imago, pictura tenutosi il 12 e 13 aprile 2010 alla Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell'arte e all'Accademia di Belle Arti di Roma, con l'obiettivo di analizzare il contributo dei saperi artistici alla costituzione del moderno concetto di immagine basato sulla concezione della luce come fenomeno fisico e su come tale moderno concetto di luce e di immagine abbia contribuito all'idea di pittura moderna e all'evoluzione del suo processo operativo.

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LIBRO   9788836622689

Dürer, l'Italia e l'Europa. Ediz. italiana, inglese e tedesca Ebert-Schifferer S. (Cur.)  Herrmann Fiore K. (Cur.)   -  Silvana, 2012  -  Studi Della Bibliotheca Hertziana

I contributi del volume rispecchiano la statura europea del grande protagonista Albrecht Dürer, la molteplicità dei modi nei quali la sua arte fu recepita in Italia ed Europa, così come la sua apertura verso gli influssi italiani sia sul piano teorico che su quello pittorico e iconografico. La diffusione di una nuova arte rinascimentale europea si deve alla fusione di modi di vedere e di tecniche nordiche con quelli italiani compiutasi nella mente di un artista che, viaggiando, superò le frontiere e scoprì la luce e i colori di Venezia. Ma Dürer portava già con sé la conoscenza delle incisioni italiane, in particolare di Mantegna, una visione della statuaria antica e le nozioni di proporzione indagate da Leonardo. Assetato di nuove conoscenze e pieno di ingegno sperimentale, egli aggiunse a questi discorsi la sua voce meditata e innovativa di poliedrico autore di trattati, studi geometrici, disegni, stampe e dipinti. Una figura senza confini mentali che non finisce di interessare artisti e storici, ragione per la quale le ricerche qui pubblicate si devono a studiosi italiani, tedeschi, austriaci, spagnoli, inglesi e americani che formano un coro poliglotta, caratteristico per la storia dell'arte internazionale e per l'Europa.

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LIBRO   9788836608096

Scambio culturale con il nemico religioso. Italia e Sassonia attorno al 1600. Atti della Giornata internazionale di studi (Roma, 4-5 aprile 2005). Ediz. multilingue Ebert-Schifferer S. (Cur.)   -  Silvana, 2007  -  Studi Della Bibliotheca Hertziana

La vittoria di Carlo V nella battaglia di Mühlberg (aprile 1547) segna un fondamentale risultato politico per il suo alleato, il duca Maurizio di Sassonia, del ramo albertino della dinastia dei Wettin, dando avvio alla nascita di una nuova potenza europea. Il nuovo principe elettore inizia subito a modernizzare il suo stato, sia sul piano amministrativo che economico. Teatro delle ambizioni di Maurizio, e dei suoi successori, ad assurgere a un ruolo primario tra le case principesche europee è la corte di Dresda, che viene profondamente trasformata assorbendo modelli rappresentativi italiani, soprattutto fiorentini. Che si tratti di architettura o di musica, di scienza, o ancora di collezionismo, in quasi tutti i casi sono coinvolti artisti italiani, inviati agenti nella Penisola, o adottati modelli ivi presenti. L'appellativo di "Firenze sull'Elba", del quale ancora oggi Dresda si fregia, viene coniato nel 1577 e proprio da un italiano. L'assimilazione della cultura italiana avviene superando non solo le barriere linguistiche, ma anche quelle, ben più alte, di natura confessionale - e questo fa di Dresda un caso ancor più interessante.

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