Libri di Biagi Enzo

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Enzo Biagi, giornalista e scrittore. Tra le sue opere, tradotte in tutti i principali Paesi del mondo, ricordiamo: Un anno una vita, La disfatta, “I” come italiani, L’albero dai fi ori bianchi, Il fatto, Lunga è la notte, Quante donne, La bella vita, Sogni perduti, Scusate, dimenticavo, Ma che tempi, Cara Italia, Racconto di un secolo, Odore di cipria, Come si dice amore, Giro del mondo, Dizionario del Novecento, Un giorno ancora, Addio a questi mondi, Cose loro & fatti nostri, Il Signor Fiat (nuova edizione 2003), La mia America, Lettera d’amore a una ragazza di una volta, L’Italia domanda (con qualche risposta), e insieme a Loris Mazzetti, Era ieri, Quello che non si doveva dire, Io c’ero e I quattordici mesi.
LIBRO   9788817870382

Addio a questi mondi. Fascismo, nazismo, comunismo: uomini e storie, che cosa è rimasto Enzo Biagi   -  Rizzoli, 2002  -  Saggi Italiani

Un grande storico, Robert Conquest, ha definito il XX secolo quello delle "idee assassine": mai, come in quegli anni vicini e al tempo stesso apparentemente remoti, nel nome di ideologie totalitarie furono sterminate milioni di persone. Fascismo, comunismo e nazismo cercarono (ognuno a suo modo) di creare un "uomo nuovo", un uomo che cancellasse e odiasse ogni eredità culturale del passato per costruire un mondo radicalmente diverso e che fosse riservato ai ceti più retrivi e conservatori (fascismo), ai proletari di tutto il mondo (comunismo), agli eletti della Razza Superiore (nazismo). I risultati furono la più tragica e sanguinosa delle guerre mai combattute, l'eliminazione sistematica degli avversari politici o di intere classi della società, l'infamia dell'Olocausto. Il fascismo, in Italia, fu una burla tragica, ma fornì un modello che Hitler "perfezionò" e fece funzionare come una micidiale macchina di precisione. Il comunismo - il "Dio che ha tradito" - divorò i suoi figli, si trasformò in un universo concentrazionario e costrinse milioni di individui che avevano creduto ai suoi messaggi di uguaglianza, palingenesi e liberazione a marciare per oltre settant'anni verso il nulla. Un altro grande storico, Eric J. Hobsbawm, ha definito, quello passato, il "secolo breve", affermando che tutta la partita venne giocata tra il 1914 e il 1991, con la precisazione che questa fu "l'epoca più violenta della storia dell'umanità". Enzo Biagi, in questo libro, ci fa rivivere quegli anni terribili, dominati da tiranni e lacchè con il fuoco nella mente, capaci - di fronte ai loro fallimenti - solo di uccidere con la furia che prova chi vede il mondo e l'uomo non adattarsi ai suoi deliranti disegni. Un libro che fa parlare i protagonisti di quella lunga e assurda follia, che racconta come popoli civili siano divenuti preda di criminali cinici e spietati, che non offre interpretazioni di comodo, consolatorie o rassicuranti. Un libro che lascia alla coscienza di ognuno di noi giudicare quanto accaduto e che ci ammonisce a non fidarci di quanti propongono Nuovi Mondi basati su ideologie che non abbiano al loro centro l'Uomo.

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