Libri di Anabel Gonzalez
Bibliografia di Anabel Gonzalez: tutti i libri in vendita online di Genere Psicologia
La cosa bella di avere una brutta giornata. Un pronto soccorso emotivo per stare meglio con noi stessi e con gli altri González Anabel - De Agostini, 2024 - Dea Best
Ci sono giorni in cui basta un contrattempo, un piccolo incidente domestico, una discussione con il partner, l'ennesima vessazione del capo, e subito perdiamo il controllo della situazione: o sbottiamo, non riuscendo a placare la rabbia, o ci ammutoliamo, reprimendo le emozioni fino a sentirci male. Senza mezze misure, insomma. E così una giornataccia diventa un periodaccio, e quelle emozioni che più ci spaventano - come la paura, l'ansia, la rabbia, la vergogna, la frustrazione, il senso di inadeguatezza - piantano le radici dentro di noi e prendono il controllo dei nostri comportamenti, come se fossimo dei burattini. Ma in realtà, ci spiega la psicoterapeuta Anabel Gonzalez, il timone del nostro sistema emotivo è nelle nostre mani. Non dobbiamo soffocare le emozioni negative, né tentare a tutti i costi di fare buon viso a cattiva sorte, fingendo che vada tutto bene. Accettare di provare tali sentimenti, e lasciarli abitare dentro di noi per tutto il tempo necessario, ci permette di imparare a regolare la nostra emotività. Solo facendo un'accurata "manutenzione" delle nostre emozioni negative, infatti, potremo lasciar spazio a quelle positive e viverle pienamente. E solo accettando di affrontare una brutta giornata saremo in grado di trasformare un momentaccio in un'opportunità, e un problema nel cambiamento che stavamo aspettando.
La cosa bella di avere una brutta giornata. Un pronto soccorso emotivo per stare meglio con noi stessi e con gli altri González Anabel - De Agostini, 2021 - Non Fiction
Ci sono giorni in cui basta un contrattempo, un piccolo incidente domestico, una discussione con il partner, l'ennesima vessazione del capo, e subito perdiamo il controllo della situazione: o sbottiamo, non riuscendo a placare la rabbia, o ci ammutoliamo, reprimendo le emozioni fino a sentirci male. Senza mezze misure, insomma. E così una giornataccia diventa un periodaccio, e quelle emozioni che più ci spaventano - come la paura, l'ansia, la rabbia, la vergogna, la frustrazione, il senso di inadeguatezza - piantano le radici dentro di noi e prendono il controllo dei nostri comportamenti, come se fossimo dei burattini. Ma in realtà, ci spiega la psicoterapeuta Anabel Gonzalez, il timone del nostro sistema emotivo è nelle nostre mani. Non dobbiamo soffocare le emozioni negative, né tentare a tutti i costi di fare buon viso a cattiva sorte, fingendo che vada tutto bene. Accettare di provare tali sentimenti, e lasciarli abitare dentro di noi per tutto il tempo necessario, ci permette di imparare a regolare la nostra emotività. Solo facendo un'accurata "manutenzione" delle nostre emozioni negative, infatti, potremo lasciar spazio a quelle positive e viverle pienamente. E solo accettando di affrontare una brutta giornata saremo in grado di trasformare un momentaccio in un'opportunità, e un problema nel cambiamento che stavamo aspettando.
Quello che non è successo. Come curare le ferite dell'abbandono, dell'assenza e della perdita González Anabel - Mimesis, 2026 - Frontiere Della Psiche
Quando proviamo a individuare ciò che ci ha ferito, di solito ci concentriamo subito sui fatti più evidenti: i tradimenti subiti, il dolore provato, l'impatto diretto delle esperienze che abbiamo attraversato. Tuttavia, sono le assenze a lasciare spesso i segni più duraturi: ciò che avremmo avuto bisogno di vivere e non è accaduto, le perdite silenziose, le occasioni mancate. Le parole rimaste in sospeso, l'impressione di non essere riconosciuti, la sensazione di non contare nulla per chi è importante per noi possono pesare più di un'offesa o di un gesto violento. In che modo, allora, ciò che non è avvenuto continua a modellare ciò che viviamo oggi? Il presente libro esplora proprio queste situazioni - tutto ciò che non è successo ma che ancora ci tocca -, mostrando come l'assenza possa essere la chiave mancante per comprendere pienamente noi stessi.