Libri di Cur Madonna
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Patrimonio culturale di interesse religioso in Italia. La tutela dopo l'intesa del 26 gennaio 2005 Madonna M. (Cur.) - Marcianum Press, 2007 - Istituto Dir. Canonico San Pio X Studi
Il volume raccoglie gli esiti di un'ampia ricerca, promossa dall'Istituto di diritto canonico San Pio X e dal CESEN (Centro studi sugli enti ecclesiastici) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema del patrimonio culturale di interesse religioso dopo l'Intesa sottoscritta il 26 gennaio 2005 dal Ministro per i beni e le attività culturali e dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, i cui primi risultati furono presentati nel colloquio svoltosi a Venezia alla Fondazione Cini nel novembre 2005. Dopo una prima sezione, dedicata all'analisi delle principali novità dell'accordo, la seconda parte contiene riflessioni di carattere più generale sulla tutela dei beni culturali di interesse religioso nelle leggi civili e canoniche e nell'ordinamento internazionale. Nella terza sezione si affronta il tema della formazione, mentre la quarta ed ultima parte è dedicata al patrimonio culturale religioso della città di Venezia.
Giuseppe Cappi politico e giurista Madonna M. (Cur.) Tira A. (Cur.) Morandi M. (Cur.) - Giuffrè, 2025
Con il contributo di storici e giuristi che hanno lavorato sulla base di fonti spesso inedite o non pienamente indagate, il volume ricostruisce la personalità e l'azione del giurista cremonese Giuseppe Cappi (Castelverde, 1883 - Roma, 1963). Figura paradigmatica della classe dirigente che, tra i primi del Novecento e la Ricostruzione, seppe unire le dimensioni dall'impegno politico locale e nazionale, Cappi si formò nei valori familiari del cattolicesimo. Studiò tra Pavia, dove fu alunno del Collegio Ghislieri, e Genova, dove si laureò in Giurisprudenza in un clima culturale dalla forte impronta liberale. Da antifascista visse il Ventennio sotto stretto controllo di polizia, per poi riprendere la militanza nel partito cattolico nel 1946, quando fu eletto alla Costituente. Partecipò attivamente alla stesura di varie norme della Carta fondamentale, in particolare l'art. 8 concernente i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose. Legò la propria parabola politica ad Alcide De Gasperi, di cui fu stretto collaboratore, contribuendo a definire le linee di politica estera dei suoi Governi. Giudice costituzionale fin dal 1955 e presidente nel 1961, rimase figura discreta ma essenziale della prima stagione della Repubblica.