Libri di Marta Villa
Bibliografia di Marta Villa: tutti i libri in vendita online di Genere Scienze Sociali
Le radici antisemite dell'occidente. Dall'antigiudaismo alla personalità autoritaria Villa Marta - Stamen, 2018 - Scienze Umane
Intrecciando antropologia sociale e politica, suggestioni filosofiche e interpretazioni psicoanalitiche, questo libro ripercorre la complessa storia dell'antisemitismo nelle sue molteplici metamorfosi e nei suoi sbocchi più tragici. Un contributo rigoroso all'attuale dibattito scientifico, un'analisi sistematica di questa particolarissima forma di odio. Prefazione di Giorgio Galli
L'interdetto. Saggi antropologici sul concetto di esclusione Villa Marta - Aracne, 2021
L'interdizione, nel volume, è il soggetto bandito, allontanato dal consesso umano non solo per proprie colpe ma perché è esso stesso motivo di interdetto, lascia basiti; è la punizione a cui vengono sottoposte alcune categorie; è un meccanismo abusato dal potere dominante per colpire chi oppone resistenza; è un luogo neutro che ha assunto connotazioni negative ed è stato precluso; è il discorso vietato o che è impossibile da pronunciarsi; è l'autocensura, è un alimento che viene relegato a cibo impensabile e quindi immangiabile; è quello che abbiamo vissuto in questa stagione segnata dalla pandemia; sono le interdizioni a cui un qualsiasi regime dietetico e di cura del sé costringe. Ogni contributo analizza infatti un aspetto della sfera dell'interdizione e vuole tracciare nel contempo una linea lungo tutta la storia della cultura occidentale che permetta di far emergere questo meccanismo.
La vendetta. Cultura e politica di una pratica violenta Villa Marta - Stamen, 2016 - Scienze Umane
In questo lavoro, in cui si fondono aspetti storici e teorie antropologiche, la pratica della vendetta, un fenomeno presente in tutte le culture umane, viene letta in una luce nuova: non come espressione di imbarbarimento culturale né tanto meno come esempio di giustizia primitiva. Al contrario, soprattutto nell'area mediterranea, la vendetta è piuttosto una forma esemplare di regolazione delle azioni, una sorta di spazio equilibrato e delicatissimo in cui si muovono gli individui in quanto portatori di intrecci relazionali infiniti. La vendetta, interpretata spesso come cifra di una gestione caotica o anarchica del potere, definisce così, alla luce dei casi e degli studi esaminati, una modalità ordinata di controllo dell'istinto violento, mostrando un'inedita funzione di coesione e collocandosi per certi versi all'origine stessa delle costruzioni sociali dell'immagine del Sé.