Libri di Pietro Vispi
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Compendio semplice di storia dell'arte occidentale dalle origini al XX secolo Vispi Pietro - Nuova Prhomos, 2025
Scrive l'Autore: "Questo opuscolo, nasce senza alcun intento commerciale, non vuol qualificarsi come un testo di Storia dell'Arte (ci vorrebbe ben altro!!!), vuol solo permettere a qualcuno interessato, ma... digiuno completamente di nozioni, di percorrere, in qualche modo, la strada che ha portato tanti creatori di "bellezza" a regalarci lo stupore che ci coglie allorché siamo davanti ad un'opera d'arte. Ho cercato di farlo, riassumendo all'inverosimile, e tenendo solo l'"indispensabile", per conoscere un po' le varie fasi dell'arte, il meglio dell'umanità, per dare un pizzico di felicità in più a qualcuno che vorrà leggere. Infatti, mi rattrista molto pensare che migliaia di turisti facciano la fila per una mostra di Caravaggio, o davanti a "Guernica" o ai Bronzi Riace; oppure paghino sostanziosi biglietti per salire su una cupola, o visitare i resti di una villa romana, e debbano accontentarsi solo, molto parzialmente, del... "sapore" di ciò che la nostra civiltà propone loro e non comprendano quale lunga e complessa gestazione abbiano avuto quel palazzo, quella statua, quel dipinto. Di quanta storia, idee, pensieri, tecniche siano intervenuti per giungere a quel risultato che li ...colpisce. Sì, li colpisce ma, sovente, non ne comprendono il perché! Ecco, dunque, qualche notiziola molto, molto, succinta, che almeno parzialmente colmi la lacuna. Un lumicino che, almeno un po', possa rischiarare la visione. Chiedo, dunque, perdono per la presunzione che - senza averne titolo - mi sono permesso; quanto mi ha spinto - forse troppo oltre - venga almeno interpretato come l'ingenuità di un innamorato dell'Arte e delle persone. Vi sarebbero tanti altri campi espressivi dell'arte da presentare e far conoscere: musica, poesia, cinema... anche l'artigianato, ma purtroppo non riuscirei ad essere molto utile, ancorché sia certamente convinto che un bel dipinto o una scultura si godano meglio ascoltando simultaneamente la musica o i versi di una poesia coevi, e viceversa. In questo senso, ringrazio i miei professori di liceo che hanno saputo incidere profondamente in me - in particolare la professoressa Angiola Maria Romanini - ai quali va il mio imperituro GRAZIE! Perché hanno contribuito davvero a rendere più piacevole la mia, ormai, non più breve vita. Circa il metodo adoperato: dopo la numerazione romana dell'argomento è proposta una "miniatura" fotografica sul tema; segue poi il testo con, in neretto, i nomi o gli elementi descrittivi fondamentali e qualche immagine esemplificativa. Al termine di ogni argomento vengono presentate una scheda riassuntiva di tipo grafico ed una bibliografia essenziale per eventuali approfondimenti.
Santa Maria della Reggia in Umbertide. Storia, arte, devozione Vispi Pietro - Nuova Prhomos, 2025
Si tratta di una monografia storico-artistica dedicata a uno dei complessi religiosi più importanti dell'Umbria. Così l'Autore: "Già nel 2001, a dieci anni dal mio ingresso in parrocchia, misi mano per cercare di ricostruire, nella maniera più dettagliata possibile, una storia di quello che è stato il "grande amore della mia vita": la Collegiata di Umbertide. Pubblicai dunque un opuscolo: la Collegiata di S. Maria della Reggia. L'avevo scoperta molto casualmente: infatti l'anno nel quale feci gli esami del V ginnasio, come premio per la promozione, i miei mi mandarono in vacanza dai cugini di Città di Castello per una settimana. Nel viaggio, provenendo da Gubbio, dovevo sostare un'ora per prendere poi il treno verso Castello. Ne approfittai per andare a vedere quella grande costruzione che dominava in fondo alla via che avevo davanti. Ne rimasi incantato: era fatiscente, grande, trascurata ma bellissima e devo confessare che, nonostante avessi solo 15 anni, mi colse un moto di malinconia e di dispiacere nel vederla in quello stato. Ripartii. Trascorsero molti anni con vicende di vita che mi portarono ad essere prete e parroco nella bassa padana ma senza mai cessare i contatti con Gubbio, tant'è che il vescovo Pagani, che ebbi più volte ospite in casa mia, mi ripeteva "Torna a casa tua, vieni in diocesi da noi!". Ricordo che rispondevo scherzando, perché non ero intenzionato ad accettare l'invito: "Solo se mi manda a fare il parroco della Collegiata di Umbertide" tanto mi aveva colpito quello splendido monumento nel quale, per altro, non avevo mai più messo piede! Poi le vicende di vita volsero in modo tale che in diocesi tornai e quando mi fu chiesto se fossi stato disposto a sostituire monsignor Fanucci in Collegiata, risposi che "ci sarei andato in ginocchio!". Ora, a oltre trenta anni di presenza, e intravvedendo oramai le luci del tramonto, voglio riprendere quanto scrissi allora, emendando il testo da tanti errori e imprecisioni. I grandi restauri effettuati tra il 2013 e il 2016, che hanno interessato la costruzione e tutte le opere d'arte in essa contenute, permettono oggi letture e attribuzioni allora falsate da tradizioni verbali non documentate; la scoperta di documenti e studi mai fatti in precedenza, vorrei che risarcissero la Collegiata dei torti storici, della disattenzione, dell'oblio, della sottovalutazione di cui è stata vittima. ...Noi sappiamo che la costruzione ebbe a motivo un evento miracoloso accaduto il 14 settembre 1556, presso una cappellina dedicata alla Vergine; tale cappella si trovava nelle immediate vicinanze della attuale chiesa, la quale venne edificata prima per il culto della Vergine e, quindi, per ospitarne l'immagine miracolosa che troneggia sull'altare maggiore". Partiamo dunque proprio dalle origini per conoscere bene il monumento.