Libri di Cortes Alberto
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Lykos Cortesani Alberto - Edizioni Thyrus, 2010 - Nuova Collana Letteraria
Miti, leggende, incubi popolari di un'antica cultura, rivelatori forse di una cattiva coscienza, di un oscuro senso di colpa maggiore proprio nei personaggi più riflessivi e più dotati di conoscenza. Vero protagonista di questi diciassette racconti lucani, ambientati, per la gran parte, nelle montane terre della Basilicata meridionale, oltre che la descrizione del tenero e possente paesaggio lucano, è il rapporto tra la natura e l'uomo. Uomo arcaico, riaffiorato dalle spoglie dell'uomo borghese, nella sua insanabile spaccatura con una natura primordiale che manifesta, a volte, una quasi volontà di terribile vendetta. Nell'oscillare tra il senso della propria solitudine e il sentimento panico di una profonda appartenenza al quale partecipano tutti gli esseri viventi, l'uomo di Lykos si ritrova e insieme si perde. E il suo destino si compie proprio mentre crede di aver colto, nell'incontro con la natura, quella profonda visione unitaria delle cose che Wittgenstein chiamava "rappresentazione perspicua" della realtà. E da questo incontro nasce tutto il dipanarsi delle storie narrate.
Le diaboliche parole: L'Ardore-One night at the Golden Bar-Analphabet Cortes Alberto - Luca Sossella Editore, 2026 - Linea
L'opera di Alberto Cortés, per la prima volta pubblicata in Italia (traduzione a cura di Teresa Vila), celebra l'umano tra vulnerabilità e resistenza. Con una parola «diabolica», l'autore esplora desiderio e marginalità, attraversando con delicatezza le profondità dell'anima. L'Ardore invoca un tessuto politico radicale: una comunità di corpi al limite che sabota la norma accendendo un fuoco in grado di annullare il confine tra vita e morte e di rendere immortali le comunità emarginate, gli adolescenti, gli anziani, i queer. One night at the Golden Bar è una crudele contesa in cui l'amante si disarma continuamente di fronte all'altro, cercando al contempo di proteggerlo in un gioco di specchi dove l'identità è messa di continuo in discussione. Analphabet percorre la dimensione del mito, di un «fantasma romantico» che appare al tramonto a una coppia di amanti che sta discutendo sulla spiaggia, per raccontare la sua storia e cantare canzoni. Il testo esplora il tema della violenza intra-genere nelle relazioni queer, segnate dall'eredità patriarcale.