Libri di Leo Annunziata
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Parole dalla quarantena. Nuova ediz. Annunziata Leo - Diogene Edizioni, 2020 -
Tutto può la reclusione forzata della quarantena, eccetto arrestare il pensiero e proteggere dal fuoco amico dei ricordi. Questi, anzi, sembrano quasi muoversi a un ritmo più veloce, cospirando con il futuro, tratteggiando la forma della prossima nuova normalità. Così Annunziata ha vissuto e raccontato il suo isolamento casalingo, afflitto dalla consapevolezza che nessuna porta chiusa è capace di tenere fuori la minaccia potenziale del contagio. In una celebre Bustina di Minerva, Umberto Eco racconta del rapporto che ognuno può avere coi libri che ha in casa. Quelli letti e quelli in attesa del loro spazio. Qui l'autore dà corpo e forma a quell'immagine, imbastendo una conversazione con le letture più care e stimolanti e quelle programmate: così prende in prestito stralci e citazioni dalla biblioteca dei ricordi ...
Sofia. Lettere semiserie dall'Occidente Annunziata Leo Nardi Francesco - Nts Media, 2021
"Precipitàti lontano uno dall'altro, due evasi dal loro tempo, si affrontano in una corrispondenza selvaggia. Lettera dopo lettera, mettono a soqquadro un passato contestato e per ciò stesso non archiviato. Un tradimento. Un amore usurpato. Un catalogo di dittatori imperfetti. Anche una vittima. La verità fonde al calor bianco di una disputa ideale che esula i fatti e tutti li significa. Sono beffardi, feroci, forse irrimediabilmente perduti. Lettere d'odio che rivelano una costipata amicizia. Un epilogo in cui, finalmente, nulla accade. Più volte."
Segmenti di senso Annunziata Leo - Il Quaderno Edizioni, 2017
Non arrischiatevi a salire sulla soffitta, ad attraversare quella porta sempre socchiusa. Non trovereste che cianfrusaglie, libri invecchiati dalla noia, tamburelli macchiati dalle tarantelle frenetiche dell'animo, fogli imbrattati di segni e inviti di carta lucida all'inquietudine. Il pubblico, sulle sue soffici poltrone imbottite, sperimentò la meraviglia della tragedia. Nello stesso istante, il vecchio regista, su quella soffitta, radicato alla sedia dondolante dell'attesa, dipinse i segmenti della sua esistenza. Nessuno ne conosce il senso, tutto quello che ci lascia è un sospetto, una macchia di verità lungo il peregrinare delle nostre finzioni.