Libri di Cur Anonimo Busi Cur Covito
Bibliografia di Cur Anonimo Busi Cur Covito: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Cur Anonimo Busi Cur Covito in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Cur Anonimo Busi Cur Covito, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
Il novellino Anonimo Busi A. (Cur.) Covito C. (Cur.) - Rizzoli, 2014 - Bur Grandi Classici
Beffe ingegnose e frasi argute, storie mitiche e incontri amorosi: "Il Novellino", composto nella Firenze di fine Duecento da un autore sconosciuto, è una raccolta di novelle vivaci e spiritose che vedono protagonisti personaggi della più varia origine, eroi della storia antica e cavalieri medievali, mercanti e uomini di Chiesa. Considerato una vera e propria summa narrativa dell'età medievale e ammirato da lettori e studiosi di ogni tempo per la sua piacevole immediatezza, il testo acquista una nuova vitalità grazie alla traduzione di Aldo Busi e Carmen Covito: tra "bei discorsi, bei gesti, belle risposte, begli atti di coraggio e bei regali", i due autori ci fanno riscoprire uno dei testi più curiosi e divertenti della nostra letteratura, liberando tutta l'ironia e la prontezza di spirito di un Medioevo sorprendente, molto più vivace di quanto spesso immaginato.
Il Novellino Anonimo Busi A. (Cur.) Covito C. (Cur.) - Rizzoli, 1992 - Superclassici
Lo sconosciuto autore medievale di questa collezione di varia amenità, fatterelli istruttivi, fiabe a effetto, battute fulminanti, riflessioni morali, pettegolezzi su gente famosa, barzellettine e languide storie di amore e morte, forse voleva fotografare il più in fretta possibile i margini di una realtà che stava per sfumargli sotto gli occhi. «Il Novellino» infatti è un libro rapidissimo, scritto a colpi di lingua tra il 1281 e il 1300, con una grammatica irrequieta e una sintassi che appare sempre incerta se frullarsene via del tutto o no. Ma il suo italiano, come si può vedere nella riproduzione dell'originale, era ormai impolverato fino alla totale oscurità. Tradurlo è stato un doveroso gesto di simpatia verso il nonno di tutti i testi narrativi italiani: un antenato stravagante, disinvolto, audace per i suoi tempi e, forse, perfino per i nostri.