Libri di Cur Badiou Alain Boni
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Sarkozy: di che cosa è il nome? Badiou Alain Boni L. (Cur.) - Cronopio, 2008 - Tessere
Con il nome "Sarkozy" avanza la "grande paura" - degli stranieri, degli operai, dei giovani delle banlieues, dei musulmani - e la volontà che il capitalismo divenga, una volta per tutte, l'unica legge che regola il mondo. Ma alla paura non si può rispondere, come accade a sinistra, con la paura della paura, con la nostalgia delle lotte del passato o il ritornello della solita "ricostruzione della sinistra". Si tratta, invece, di curare il disorientamento e il sentimento d'impotenza praticando la virtù del coraggio: "tenere fermi" come punti di orientamento politico proprio quelli che il discorso dominante considera impossibili, irrealizzabili. Tra questi: onorare e riconoscere come soggetti liberi gli stranieri che lavorano tra noi e affermare, di fronte alla divisione del mondo in una parte "civile" e una "incivile", che c'è un solo mondo, che le esistenze sono uguali in ogni luogo di questo mondo unico. Tali imperativi politici sono il modo per dare senso alla parola "democrazia" e far continuare a vivere, nelle condizioni attuali, l'idea comunista come "orizzonte" delle politiche di emancipazione.
Secondo manifesto per la filosofia Badiou Alain Boni L. (Cur.) - Cronopio, 2010 - Tessere
Vent'anni fa, il mio primo "Manifesto per la filosofia" si levava contro l'annuncio, diffuso un po' dappertutto, della "fine" della filosofia. A questo tema della fine, proponevo di sostituire la parola d'ordine "un passo ulteriore". La situazione è molto cambiata. Se allora la filosofia era minacciata nella sua esistenza, oggi si potrebbe sostenere che essa è altrettanto minacciata, ma per una ragione opposta: le viene attribuita un'esistenza artificiale eccessiva. Soprattutto in Francia, la "filosofia" è ovunque. Serve da ragione sociale ai diversi paladini dei media. E sollecitata da ogni parte, dalle banche fino alle grandi commissioni statali, per parlare di etica, di diritto e di dovere. Il punto è che per "filosofia" s'intende ormai il suo nemico più antico: la morale conservatrice. Il mio secondo manifesto cerca quindi di de-mora-lizzare la filosofia, di rovesciare il verdetto che la consegna alla vacuità di "filosofie" tanto onnipresenti quanto asservite. Essa rinnova il legame con - può illuminare l'azione di alcune verità eterne. Illuminazione che conduce la filosofia al di là della figura dell'uomo e dei suoi "diritti", al di là di ogni moralismo, nel luogo in cui, alla luce dell'idea, la vita diventa ben altra cosa che la sopravvivenza.
Inestetica Badiou Alain Boni L. (Cur.) - Mimesis, 2007 - Volti
Insieme alla "Metapolitica" (Cronopio, 2002) e all'"Ontologia transitoria" (Mimesis, 2007), l'"Inestetica" fa parte della trilogia del 1998, che a sua volta costituisce un ponte tra i due grandi trattati teoretici di Badiou, "Essere e evento" (II Melangolo, 1995) ed il recente "Logiques des mondes" (Seuil, 2006), esemplificando al tempo stesso le conseguenze della teoria delle "quattro procedure di verità": politica, scienza, amore e arte. L"'Inestetica" sarà allora per Badiou nient'altro che l'arte di pensare assiomaticamente gli eventi singolari dell'Arte, senza suturarli alla filosofia, ma senza neppure rinunciare a pensarne gli effetti per la filosofia. In particolare è la poesia ad interessare Badiou, e la possibilità di emanciparne la ricezione filosofica dal ruolo profetico assegnatele dal lascito heideggeriano.