Libri di Luca Bani
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La prova dell'anima. La borghesia in spiaggia nella letteratura europea tra Ottocento e Novecento. Sei letture Bani Luca - Moretti & Vitali, 2012 - Il Tridente. Campus
La spiaggia è un paesaggio particolarissimo: per lunghi secoli è stata considerata luogo insalubre, su cui il mare gettava i suoi rifiuti, e pericoloso, perché dal mare venivano le invasioni e i saccheggi. Solo col Settecento essa diventa uno spazio destinato a un progressivo processo di colonizzazione, tornando lentamente ai fasti di cui aveva già goduto in epoca romana. Una volta riaffermato il valore balsamico dell'aria salmastra e quello terapeutico dei bagni di mare, l'aristocrazia prima e la borghesia poi ripopolarono porzioni sempre più ampie di litorale. La riconquista della spiaggia non ha però solo un valore sociale, perché dal momento in cui se ne impossessa la letteratura acquista anche un profondo valore simbolico. Nella narrativa di alcuni scrittori borghesi, da Th. Mann a Moravia, la spiaggia diventa allora uno spazio di confine tra due mondi tipologicamente diversi e metaforicamente impegnati in una lotta durissima per la conquista dell'animo umano. Se la realtà urbana è sinonimo di un ordine gerarchizzato garantito da rigide norme morali, quella del mare è immagine dell'anarchia, è il luogo nel quale l'individuo 'civilizzato' può spogliarsi di tutti gli obblighi verso la società per perdersi nel flusso indistinto ma potente della vita e abbandonarsi a una dimensione di assoluta libertà che, tuttavia, qualche volta ha come contropartita l'oblio e la morte. Prefazione di Claudio Magris.
«Ditemi, o pietre! Parlatemi, eccelsi palagi». La rappresentazione di Roma nella lirica italiana tra Otto e Novecento: Carducci, D'Annunzio, Pascoli Bani Luca - Edizioni Ets, 2012 - Letteratura Italiana
Dall'antichità classica al Novecento Roma è sempre stata un'inesauribile fonte di riflessione e d'ispirazione per i letterati che vi risiedevano o per quelli che la visitavano. Questi autori hanno catturato le immagini della 'città eterna' per decantarne le meraviglie o per lamentarne la decadenza, per esaltarne la gloria o per condannarla come spazio di ogni corruzione morale e civile. Dopo la Breccia di Porta Pia furono in particolare gli scrittori della nuova Italia a confrontarsi con l'Urbe, a impegnarsi nel non facile cammino di avvicinamento a una realtà per lunghi decenni idealizzata come meta suprema dell'epopea risorgimentale e rivelatasi invece, alla prova dei fatti e passata l'euforia successiva al 20 settembre 1870, fonte di innumerevoli problemi e centro di un malcostume politico destinato a segnarla fin da subito anche nella sua nuova veste di capitale del Regno. Da De Amicis a Faldella, da Chelli a De Roberto, da d'Annunzio a Pirandello molti sono gli autori che hanno testimoniato ciò che Roma ha rappresentato nella loro esperienza, documentandone al contempo la realtà storica. Questo libro si occupa della Roma 'lirica' di Carducci, d'Annunzio e Pascoli. Attraverso l'analisi dei numerosi testi nei quali questi poeti hanno elaborato l'immagine della città, declinandola secondo le rispettive sensibilità, si è voluto ricostruire e dare rilievo a un momento importante della lunga e non ancora conclusa storia di Roma come tema letterario.
La figura del fanciullo nell'opera di D'Annunzio, di Pascoli e dei Crepuscoli Bani Luca Gouchan Yannick - Cisalpino, 2016 - Saggi
Il mondo dell'infanzia è una scoperta ottocentesca, sia dal punto di vista psicologico-antropologico-sociale sia per quanto riguarda la sua tematizzazione letteraria. Il volume di Bani e Gouchan intende ripercorrere brevemente le vicende di questa fortuna, dalla classicità al secolo XIX, per poi addentrarsi nelle particolari articolazioni che della figura del fanciullo vengono date da d'Annunzio, da Pascoli e dai poeti crepuscolari, con l'intenzione di studiare l'evocazione, la costruzione e il significato di questo piccolo "altro da sé" in un periodo importante della storia della letteratura italiana perché fondativo, per analogia o contrapposizione, delle strutture, dei temi e delle modalità che la caratterizzeranno nel Novecento. Il volume di Bani e Gouchan, inserendosi in un filone di ricerca letteraria già consolidato tanto in Italia quanto all'estero, ha l'ambizione di andare a coprire un territorio ancora non sufficientemente esplorato dalla critica, cercando di fare un bilancio di quanto già scritto e, al contempo, di dare un nuovo impulso a ulteriori ricerche.