Libri di Harold Barclay
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Senza governo. Un 'antropologia dell'anarchismo Barclay Harold B. - Meltemi, 2017 - Biblioteca/Antropologia
Se pensiamo alla caduta di Adamo ed Eva ci vengono subito alla mente i grandi affreschi sul peccato originale e sulla cacciata dall'Eden e non possiamo non considerare quella storia nei termini del mito, o della favola. C'è però molto altro, perché la caduta dei progenitori è stata concepita per molti secoli, e fin dentro la modernità, come il preambolo per comprendere la natura umana, da quel momento preda di passioni antisociali. Che cosa sarebbe successo alla nostra convivenza se Adamo ed Eva non fossero caduti, se fossero rimasti nello stato di innocenza? E questa la sorprendente domanda controfattuale che filosofi, teologi, intellettuali si sono posti non per immaginare un mondo perduto, ma per poter meglio capire il nostro. Dal rigore di Agostino alle narrazioni storiche di Tolomeo da Lucca, dal sempre innovatore Tommaso d'Aquino al francescano Ockham, da Wyclif a Suàrez e a molti altri, in un conflitto continuo e creativo di idee, di teorie, di immagini, di posizioni irriducibili e di aperture sempre nuove, lo stato d'innocenza è il luogo paradossale per pensare l'ambiguità della convivenza, l'ambivalenza della politica, il perimetro della natura umana. Tutt'altro che semplice favola, stato d'innocenza è uno dei nomi della realtà. Prefazione di Alex Comfort.
Lo Stato. Breve storia del leviatano Barclay Harold B. - Elèuthera, 2013 - Didascabili
Come mai lo Stato è riuscito a conformare non solo lo spazio sociale ma anche quello immaginario tanto da apparire "universale" ed "eterno"? Barclay ripercorre gli ultimi cinquemila anni di storia per individuare le cause molteplici che hanno concorso alla comparsa del Leviatano, ovvero di un'istituzione gerarchica basata sul rapporto comando/obbedienza e in grado di rivendicare l'uso esclusivo della violenza legittima. E di converso rintraccia anche la comparsa della "servitù volontaria", descritta da Etienne de la Boétie, che era invece sconosciuta alle società egualitarie. Ma proprio perché lo Stato ha un'origine, ci dice Barclay, come per tutte le cose umane se ne può prefigurare anche la fine.
Cultura e anarchismo. L'anarchismo tra realtà e utopia, uno sguardo antropologico Barclay Harold - Meltemi, 2026 - Biblioteca/Antropologia
In antropologia, con la parola "cultura" si suole indicare tutto ciò che è modificato, sofisticato o addomesticato in base a concezioni umane, senza quindi distinguere tra ciò che è considerato raffinato e ciò che invece può apparire rozzo. Ne consegue che il rock and roll e Topolino sono tanto culturali quanto Beethoven e Shakespeare. Entro questa prospettiva, non esistono culture superiori o inferiori, ma sorge una domanda: se ogni società plasma la propria cultura, quali possibilità reali vengono allora offerte ai propri membri? La risposta non può essere univoca: in alcune culture le persone dispongono di poche alternative, a cui tutti però hanno libero accesso; in altre invece esiste un'ampia varietà di scelte, senza però che ve ne sia garantito l'accesso a tutti. Quali società sono allora più libere? E cosa intendiamo davvero per libertà? In questo saggio illuminante, Harold Barclay esplora diverse culture - da quelle native alle comunità anarchiche internazionali sorte nella modernità - per interrogarsi sulle disuguaglianze e sulle possibilità reali di autodeterminazione. Servendosi delle idee di Josiah Warren e Pierre-Joseph Proudhon, l'autore prende per mano il lettore e lo invita a riscoprire l'anarchismo come strumento per ripensare la cultura e la libertà. Prefazione di Andrea Zarrilli.