Libri di Guglielmo Barucci
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«Simile a quel che talvolta si sogna». I sogni del «purgatorio» dantesco Barucci Guglielmo - Le Lettere, 2012 - Saggi E Letterature
Tra i molti personaggi della Commedia ce n'è uno in più: è il Dante onirico che, nelle tre notti che scandiscono la scalata del monte del Purgatorio, si imbatte in aquile rapitrici, donne nauseabonde, mendaci sirene, e antiche figure bibliche. Un immaginario visivo in cui si sedimentano concezioni della Patristica e della Scolastica, cultura classica e tradizioni popolari, teorie mediche d'avanguardia e ancestrali timori della notte. Il Dante notturno, tra pulsioni all'ascesa e residui corporei, tra amore e desiderio di conoscenza, è la proiezione di un viator impegnato in un percorso che dal "fondo a tutto l'universo" lo porterà all'ingresso nei cieli paradisiaci: i tre sogni, nell'ambiguità che è loro connaturata, si presentano come momenti di un percorso di purificazione interiore e di perfezionamento della visione. In una drammaturgia tutta interiore, la dimensione autobiografica si intreccia ad alcuni grandi racconti mitici e biblici (Ganimede, Ulisse, Giacobbe, Adamo) inscenati sul palcoscenico del sogno.
I segni e la storia. Modelli tacitiani nella Storia d'Italia del Guicciardini Barucci Guglielmo - Led Edizioni Universitarie, 2004 - Il Filarete. Fac. Lettere E Filos.-Un. Mi
La Storia d'Italia di Guicciardini costituisce un momento di svolta della nuova storiografia rinascimentale, in cui si codificano gli statuti del pensiero politico e storico moderno. Nondimeno, imprescindibili restano in essa i modelli classici così come la teorizzazione umanistica; Guicciardini si trova così di fronte al compito di innervare le forme classiche con la nuova elaborazione storiografica e il nuovo contesto storico. In questo studio si presta particolare attenzione agli elementi tacitiani presenti nell'opera principale di Guicciardini: già il proemio si ricollega con evidenza alla matrice sallustiano-tacitiana, e così molti dei personaggi guicciardiniani risentono dell'aspra e pessimistica analisi psicologica delle figure tacitiane, che lascia tracce nelle tecniche di indagine, quali le varie forme di allusione, o innuendo, e di ironia, i ritratti fisici, i ritratti paralleli, piuttosto che nelle tipologie, quali quelle del personaggio paradossale. Parimente il timbro narrativo risente di alcuni motivi dell'uso tacitiano delle orazioni e della disposizione in luoghi strategicamente determinanti di episodi ed elementi desunti da Historiae e Annales. Si sedimenta così contemporaneamente sulle pagine guicciardiniane, come su un palinsesto, una memoria tacitiana destinata a riemergere alla coscienza del lettore, indotto a rivivere, nel tracollo della libertà italiana, le ragioni che condussero alla decadenza morale e politica dell'impero romano.
Le Solite scuse. Un genere epistolare del Cinquecento Barucci Guglielmo - Franco Angeli, 2009 - Critica Letteraria E Linguistica
La società rinascimentale conosce una articolata diffusione della pratica epistolare, un fenomeno culturale e relazionale in cui, come avviene per il coevo petrarchismo, la società letteraria e cortigiana si confronta e si identifica. L'interruzione della continuità epistolare, naturalmente, provoca una sorta di crisi relazionale, che va ben al di là della mancanza di informazioni e notizie. Da ciò l'intrecciarsi di proteste e sollecitazioni e, di contro, scuse e giustificazioni; si tratta di due distinti tipi di lettere che hanno naturalmente grandi modelli e archetipi classici, e che affondano le loro opposte posizioni nella teoria epistolare greca. Nel Cinquecento le lettere di giustificazione ricevono un'attenzione inedita ed autonoma: i manuali, i trattati, i formulari, che supportano la grande diffusione dell'epistolografia e costituiscono uno dei fenomeni fondamentali del secolo, affrontano la lettera giustificatoria per il silenzio epistolare come un vero distinto sotto-genere dalle caratteristiche innovative. Proprio il confronto tra questa produzione teorica e la pratica concreta permette di seguire l'evoluzione di una società che, parlando di sé, delle proprie relazioni e dei propri rituali, si definisce costantemente nel segno di una "civil conversazione" epistolare.