Libri di Alessandro Bazzocchi
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Dionigi e Vincenzo Naldi. La ricerca storica e archivistica su Dionigi e Vincenzo Naldi in rapporto alla dominazione veneziane nella valle del Lamone Bazzocchi Alessandro - Carta Bianca (Faenza), 2010 - Quadri Fond. Memoria Storica Brisighella
Dionigi e Vincenzo Naldi. La ricerca storica e archivistica su Dionigi e Vincenzo Naldi in rapporto alla dominazione veneziane nella valle del Lamone - Carta Bianca (Faenza)
Fra' Agostino cardinale Aracoeli. Vescovo e inquisitore al culmine dell'età post-tridentina Bazzocchi Alessandro - Carta Bianca (Faenza), 2016
Il libro è l'esito di una ricerca condotta sulla figura del cardinal Agostino Galamini (1552-1639 ), dell'Ordine dei Predicatori, nativo di Brisighella e primo porporato di questa terra. Si tratta di uno studio ampio volto a illustrare il rilevante contributo dato dal personaggio alla causa della riforma della Chiesa cattolica, scossa dalla rilassatezza dei costumi di molti suoi pastori, minacciata dapprima dalle eresie luterana e calvinista, poi da un misto di pressioni e intimidazioni subite dalle maggiori potenze europee, desiderose di piegare ai propri scopi politici l'influenza morale e spirituale del magistero petrino. Il volume si basa sull'ampio ricorso a fonti letterarie e a documenti conservati presso gli archivi della Santa Sede, ma anche su carte reperite negli archivi diocesani e le biblioteche pubbliche di Roma e di altri centri della penisola.
Esercito romano e società in area altoadriatica (I-VI sec. d. C.) Bazzocchi Alessandro - Biblion, 2025 - Bibliotheca Classica
Quando sentiamo parlare di esercito romano pensiamo immediatamente a soldati dispiegati in territori lontani, circondati da popoli barbari e ostili. In effetti la maggior parte delle unità era collocata fuori dall'Italia e si concentrava nelle province dove correva il limes, il confine dell'impero. Il modo in cui i soldati di quei luoghi interagivano con la popolazione civile è oggi abbastanza noto. Ma cosa accadeva in Italia? Seppur in misura minore, anche qui la presenza militare era massiccia. Nelle sole Ravenna e Miseno, che ospitavano le basi delle due flotte italiane, il numero dei militari si avvicinava complessivamente a quello di Roma; vi transitavano inoltre temporaneamente anche intere legioni e reparti ausiliari in procinto di imbarcarsi. In particolare, in età alto-imperiale, la più alta concentrazione di militari era in area alto-adriatica, principalmente a Ravenna e nello scalo collegato di Aquileia. L'elevato numero di soldati e veterani stanziati o in transito rendeva queste due città simili a territori di frontiera.