Libri di Clelia Belgrado
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Carla Iacono. Melancholia. Ediz. italiana e inglese Belgrado Clelia Mutti Roberto Di Giorgio Francesca - Vanillaedizioni, 2019 - Pagenotfound
Volume dedicato all'artista e fotografa genovese Carla Iacono e, in particolare, alla serie di lavori dal titolo "Melancholia". Le immagini sono state scattate durante i viaggi effettuati dall'artista per visitare la figlia Flora, che ha trascorso un anno a Tübingen nell'ambito del programma Erasmus. Si tratta quindi di un lavoro autobiografico, in cui il viaggio è inteso soprattutto nel suo significato archetipico, ovvero processo di individuazione, e come meccanismo di distacco/ritorno. Il tutto rappresenta, mantenendo quindi una forte valenza autobiografica, il rito di passaggio della separazione. Il linguaggio è pittorico/fiabesco, secondo lo stile ormai consolidato di Iacono; ci mostra vedute trasfigurate dal filtro della fantasia: luce, colori, piccoli particolari realizzati a collage, tra cui i corpi celesti inseriti nei cieli di tutte le vedute, che proiettano il reale in una dimensione più intima ed onirica.
Myanmar. Ediz. italiana e inglese Belgrado Clelia - Silvana, 2007
Il volume propone gli scatti realizzati da Clelia Belgrado, fotografa di origine genovese, dedicati alla popolazione di Myanmar. Un reportage atipico, a metà fra il genere giornalistico e quello del ritratto, in un lavoro dal forte carattere di teatralità che non manca di trasmettere il sapore e il fascino di una terra e una cultura che rimangono, nell'epoca della comunicazione globale, tra le più misteriose e lontane. Le immagini, in bianco e nero, fissano l'attenzione sulla silenziosa ritualità che governa il vivere quotidiano del popolo di Myanmar: i movimenti leggeri ed eleganti dei pescatori sul lago Inlè, i volti dei bambini intenti nella lettura, le posture estremamente controllate dei piccoli monaci seduti sui gradini, o delle donne ritratte mentre si lavano nei fiumi. Una terra e una cultura che restano tra le più misteriose e lontane. Il lavoro è scandito in due sequenze fotografiche - intitolate rispettivamente "Luce e acque" e "Presenze" - introdotte dai testi di Denis Curti, Fabrizio Boggiano e Roberto Mutti.