Libri di Cur Benati Cur Paolucci
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Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni. Catalogo della mostra (Forlì, 20 gennaio-22 giugno 2008). Ediz. illustrata Benati D. (Cur.) Paolucci A. (Cur.) - Silvana, 2007
Nel Seicento, l'Italia e l'Europa entrano nella modernità. Il XVII secolo è già il nostro tempo intellettuale spirituale ed emotivo. Di quel secolo il romagnolo Guido Cagnacci fu protagonista. Non testimone e neppure comprimario, ma protagonista. Partito dalla "piccola Siviglia" (Arcangeli) riminese, partecipò a Roma della rivoluzione caravaggesca e a Bologna della "bellezza virtuosa" di Guido Reni. Fu a Venezia e alla corte imperiale di Vienna. Come un iperrealista dei giorni nostri lo affascinava l'obliquo enigma delle cose. Come un autore a noi contemporaneo riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, forzandone la rappresentazione fino all'oltranza e all'iperbole. Venerata religione, estasi mistica, concitata eloquenza, malinconico e compulsivo erotismo, percezione della fatalità della storia, violenza e dramma nelle umane passioni. Ecco ciò che occupa i quadri di Cagnacci. Questo universo magmatico, tumultuoso e già moderno, nessuno come lui, nel suo secolo, è riuscito a metterlo in figura.
Melozzo da Forli. L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello. Ediz. illustrata Benati D. (Cur.) Natale M. (Cur.) Paolucci A. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
"Senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffaello": l'opinione di Antonio Paolucci rende chiaramente l'idea dell'importanza che Melozzo degli Ambrogi (Forlì, 1438-1494) - più noto come Melozzo da Forlì - ha rivestito nello sviluppo del Rinascimento italiano. Questo volume, edito in occasione di una mostra ospitata nella sua città natale, documenta lo straordinario percorso compiuto dall'artista forlivese che, trasferitosi dapprima a Padova e a Urbino, e quindi a Roma, divenne l'artista di punta negli anni dei pontificati di Pio II e Sisto IV, fino a meritarsi il titolo di Pictor papalis. La conoscenza di Mantegna e soprattutto di Piero della Francesca lo aveva portato ad aderire alle nuove certezze della prospettiva matematica, da cui mosse per intraprendere una personale ricerca sulla bellezza della figura umana, in grado di imporsi come canone di perfezione formale su tutto il creato. Tenendo a mente questi due aspetti si comprende la ricerca artistica di Melozzo, che riuscì a umanizzare la sublime astrazione di Piero della Francesca, cercando una lingua comune tra le scuole artistiche italiane. Le opere di Melozzo, affiancate a quelle di altri straordinari interpreti del Rinascimento - da Mantegna a Piero della Francesca, da Beato Angelico a Ghirlandaio, da Perugino a Botticelli - sono introdotte da saggi storico-artistici che ricostruiscono la parabola artistica di Melozzo e la sua fortuna nei secoli.
Caravaggio. I«bari» della collezione Mahon. Catalogo della mostra (Forlì, 5 aprile-22 giugno 2008). Ediz. italiana e inglese Benati D. (Cur.) Paolucci A. (Cur.) - Silvana, 2008
Dopo averla acquistata sul mercato londinese e depositata presso l'Ashmolean Museum di Oxford, sir Denis Mahon, tra i più sensibili e più a lungo impegnati studiosi del Caravaggio, consente alla città di Forlì di esporre una nuova versione dei Bari, che si aggiunge a quella già nota, pervenuta nel 1987 al Kimbell Art Museum di Forth Worth, Texas. Attraverso gli studi raccolti in catalogo, si ricostruiscono i passaggi di proprietà del dipinto, che costituì probabilmente la prima di due versioni di questo soggetto, mirante a una resa del quotidiano in termini di audace quanto accattivante naturalezza, eseguite dal giovane Merisi per il cardinale Francesco Maria del Monte, suo protettore a Roma, e che nel 1769 venne acquistata da un collezionista inglese, Christopher Norton. L'opportunità di ammirare e discutere questo importante ritrovamento acquista particolare significato nel momento in cui Forlì ospita la mostra dedicata a Guido Cagnacci, che del verbo caravaggesco fu un interprete assai personale e innovativo.