Libri di Iacopo Benincampi
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Pietro Bracci architetto del «Buon governo» Benincampi Iacopo - Artemide, 2023 - Arte E Cataloghi
All'indomani delle guerre napoleoniche, il cui travagliato svolgimento aveva portato per la prima volta nella sua storia alla destituzione dello Stato della Chiesa, il governo pontificio cercò di avviare un integrale processo di modernizzazione della nazione: una decisione spinta tanto dal desiderio di rilanciare la produzione interna, quanto imposta dalla necessità di placare i diffusi malumori sociali. A sovrintendere alle opere ad usum publicum - ovvero strade, ponti, porti, mura cittadine, porte urbiche, dogane, prigioni e grandi sistemazioni idrauliche - venne istituito il Consiglio d'Arte quale ufficio di consulenza permanente al servizio dei dicasteri papali. In questo rinnovato rapporto di stretta sinergia fra politica e professione, centrale si pose dunque il ruolo di alcune figure di raccordo che, al soldo degli uffici curiali, svolsero mansioni alle dipendenze di entrambi gli organi direzionali. Tale fu il caso di Pietro Bracci iuniore (1779-1839), figlio di Virginio (1737-1815) e nipote dell'omonimo celebre scultore (1700-1773): un intendente che, «Architetto della Sagra Congregazione del Buon Governo» e poi anche ingegnere sotto-ispettore «al servizio straordinario» del Consiglio d'Arte, coordinò una enorme quantità di opere fra la fine del Settecento e i primi decenni del XIX secolo, redigendo una moltitudine di relazioni utili per ricostruire la dialettica allora esistente fra potere centrale e realtà periferiche precisamente sotto il profilo dell'architettura.
Trasformazioni del porto di Fano nel XVIII secolo Benincampi Iacopo - Ginevra Bentivoglio Editoria, 2018 - Arti
A partire dalla seconda metà del Seicento, il progressivo indebolimento del papato sul piano internazionale impose una razionalizzazione della spesa statale che spostò rapidamente gli interessi del governo pontificio da Roma alle province, dando presto vita a un efficiente sistema di movimentazione delle merci. Durante tale periodo vennero intraprese azioni di modernizzazione delle proprie infrastrutture e a distinguersi furono soprattutto le comunità adriatiche, che avviarono numerose opere ad usum publicum preziose per il rilancio dei commerci. In tal senso, la rifondazione del porto di Fano fra il XVII e il XVIII secolo rappresenta un interessante caso di studio. Attraverso una costante azione di rinnovamento, l'amministrazione fanese tentò nel corso del Settecento di trasformare lo scalo marchigiano in un centro "nodale" per gli scambi e "strategico" per le comunicazioni. Famosi ingegneri e architetti, come Cornelio Meyer, Eustachio Manfredi, Pietro Paolo Gabus, Romualdo Valeriani, Antonio Felice Facci, Gian Francesco Buonamici, Carlo Marchionni, Carlo Murena, Virginio Bracci, Sante Vichi, assieme ad altri specialisti, svolsero un ruolo centrale nel dirigere il cantiere.
Senigallia durante la Restaurazione. Iniziative ed esiti dell'architettura pubblica «quante volte l'E. V. R. ma si degni convenirvi» Benincampi Iacopo - Ginevra Bentivoglio Editoria, 2019 - Arti
Singolarità economica strategica per gli scambi internazionali sul Mar Adriatico, Senigallia ha sempre ricoperto un ruolo cruciale all'interno delle politiche commerciali dello Stato Pontificio, in virtù principalmente della sua fiera franca: un appuntamento annuale il cui successo portò a uno sviluppo eccezionale della marineria, tradottosi nel XVIII secolo in un duplice ampliamento dei confini dell'abitato. Tuttavia, la lenta e inesorabile decadenza dell'autorità papale e l'arretratezza di una nazione priva di una solida produzione industriale minarono le potenzialità di questo emporio, relegando infine la municipalità all'odierno ruolo di meta turistica. Eppure, tentativi di rilancio non mancarono, tanto che nella prima metà dell'Ottocento si registrarono molti investimenti e si intrapresero più opere, dal teatro cittadino al foro annonario passando per le attrezzature del porto-canale e il cimitero: architetture ad usum publicum frutto sia della tenacia locale sia dell'avvedutezza della Congregazione romana del Buon Governo, titolare di ogni concessione.