Libri di Cur Bianchini Cur Rossi
Bibliografia di Cur Bianchini Cur Rossi: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Cur Bianchini Cur Rossi in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Cur Bianchini Cur Rossi, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
Qui dentro, là fuori. Là dentro, qui fuori. Testimonianze, racconti autobiografici, riflessioni e prospettive dal luogo-non luogo carcere Bianchini D. (Cur.) Rossi B. (Cur.) - La Vita Felice, 2017 - Leggere Libera-Mente
In questo volume della collana autobiografica prodotta dal "Laboratorio Liberi di Scrivere" del gruppo "Leggere Libera-Mente", attivo all'interno della Casa di Reclusione di Milano-Opera, i corsisti affrontano con lucida sincerità e disarmante verità proprio la natura del luogo, o non luogo, in cui si trovano costretti a vivere. Un grande edificio abitato da sconosciuti che del tutto casualmente si ritrovano a vivere ristretti in condominio, in spazi che non possono definire "casa", ma che sono destinati a essere loro "dimora" per molti anni. Non si indulge al lamento, in queste pagine, né all'autocommiserazione; si raccontano storie di fuori e di dentro, si mettono in comune ricordi, pensieri, considerazioni personali e persino emozioni e sogni; si affronta con coraggio e parole vere la condizione di esseri ristretti che vogliono, attraverso la scrittura di sé, comunicare con il mondo esterno, con quella società in cui è loro destino, per dettato costituzionale, ritornare rigenerati.
Le nostre parole per voi Bianchini D. (Cur.) Rossi B. (Cur.) - La Vita Felice, 2017 - Leggere Libera-Mente
Le parole in carcere sono importanti; risuonano nei lunghi, infiniti corridoi interrotti da continui cancelli e sbarramenti; nelle celle anguste; negli spazi dell'aria murati oltre l'altezza dello sguardo. Vengono sussurrate, urlate, cantate, scambiate con passione, talvolta con scoramento e disperazione, a volte represse o autorepresse. Le parole in carcere non si usano tanto per dire, perché sono la materia prima della resistenza, la sostanza della dignità, il reagente chimico che rivivifica la memoria inerte; insomma le parole sono l'essenza della libertà, l'unica possibile in detenzione. Nelle celle si scrivono lettere, si annotano pensieri, si ricostruiscono ricordi, si dà voce, sulla carta, a quel che resta di una vita, a quello che è stato, che avrebbe potuto essere e non è stato, a quello che sarà, che ancora potrà essere. Per questo motivo chiedere a una persona detenuta di riflettere su alcune parole chiave da trasmettere ai ragazzi non è un'operazione banale, né didascalica o moralistica: per ogni parola scritta c'è un tormento interiore, un ricordo che brucia, una ragione inascoltata, una speranza ancora accesa, un sogno mai accantonato. Non ci sono frasi fatte, dentro il carcere, perché ogni minuto qui dentro rischia di essere perduto se le parole non gli danno un senso. -Daniela Bianchini.